Premio Strega, vince "La ragazza con la Leica" di Helena Janeczek

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In corsa per la vittoria Marco Balzano, Helena Janeczek, Sandra Petrignani, Carlo D'Amicis e Lia Levi.

Infine, ha concluso: "È bene che continui ad esserci un'attenzione sulle donne". Gerda e Robert Capa, ha ricordato all'emittente, erano fotografi free lance perché in Francia non avevano il permesso di avere lavori regolari: "Oggi sarebbero profughi". L'ultima ad aggiudicarselo, nell'ormai lontanissimo 2003, era stata Melania Mazzucco col suo Vita. Storia di confine e violenza, 'Resto quì ha una voce narrante femminile e racconta un fatto vero ma dimenticato, una gigantesca catastrofe linguistica nel Sudtirolo. Ne emerge un personaggio complesso, coraggioso, contraddittorio, a volte persino sconsiderato. Del resto, l'autrice ci aveva già abituato a questo tipo di narrazione obliqua, polifonica, capace di andare avanti e indietro nel tempo con naturalezza, già nel suo splendido "Le rondini di Montecassino" (che a suo tempo abbiamo recensito in questa rubrica). Mi sembrava dunque necessario raccontarla dallo sguardo degli altri. "Non somiglio a Gerda Taro". Il tutto per un totale di 660 aventi diritto.

Con il suo romanzo, Helena Janeczek ha portato alla vittoria del Premio Strega 2018 una sigla editoriale giovane, Guanda, del Gruppo Gems che ha messo in discussione il monopolio delle grandi case editrici. La conosciamo da giovane e la lasciamo anziana, in mezzo i fascisti che le impediscono di insegnare, la figlia scomparsa nel nulla, la fuga sulle montagne insieme al marito disertore, la costruzione di una diga che sommergera' Curon, il borgo alto atesino dove vive.

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Ci sarà anche il barman siciliano Gianluca Di Giorgio fra i cinque barman che a Roman domani, 5 luglio, durante il premio Strega, presenteranno per la prima volta drink originali a base dello Strega.

Terzo posto con 101 voti per 'La corsara.

Quello della Janeczek è tra anfore attiche vicino alla Sirena nel mito antico e moderno, ispirato alla frase del libro: "le leggende dicevano che dopo il calar del sole, quando si pescava meglio, nel Danubio comparissero creature gigantesche, che risvegliavano nella sua testa di ragazzino in braghe, certe fantastiche paure". "Inoltre non esisteva su di lei un lavoro biografico e ho quindi deciso di riempire un vuoto", ha osservato Sandra Petrignani. Alcuni scatti sono presenti in La ragazza con la Leica, ma si tratta di un numero esiguo rispetto alle fotografie che hanno contribuito alla sua tessitura. Un triangolo erotico che dura per tutta una vita e permette di esplorare desideri e il delicato rapporto tra conformismo e ribellione. La protagonista è nata a Stoccarda da una famiglia di ebrei polacchi. L'autrice è stata premiata con 196 voti dalla giuria per "La ragazza con la Leica", edizioni Guanda. Una presenza che nasce da una precisa scelta da parte del Presidente della Fondazione Bellonci, Giovanni Solimine, e del Direttore, Stefano Petrocchi, che si propongono di dare maggiore spazio agli editori indipendenti.

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