Thailandia, uno dei soccorritori muore nella grotta per poco ossigeno

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A dare l'annuncio è stato Narongsak Osatanakorn, il governatore della provincia di Chiang Rai, che dirige le operazioni di soccorso. "L'operazione non è ancora finita.". "Ogni tentativo di salvargli la vita è stato vano", ha dichiarato il comandante dei "Navy Seal" thailandesi, aggiungendo che per stabilire la causa della morte occorrerà aspettare l'esito dell'autopsia.

Sono già in corso le operazioni di recupero per riportarli all'esterno della grotta, ma non sarà semplice. "Potrebbero essere in condizioni critiche - spiega Bultrini - e un elicottero è pronto a portarli in un ospedale a 15 minuti". I 12 ragazzi, di età compresa tra gli 11 ed i 16 anni, sono stati esaminati da un medico ed hanno ricevuto bevande energetiche.

I dodici giovani calciatori e il loro allenatore rimasti bloccati in una grotta in Thailandia dal 23 giugno sono vivi e i sommozzatori sono al lavoro per tirarli tutti fuori.

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I 12 ragazzi e il loro allenatore potrebbero dover attendere nella grotta sino alla fine della stagione delle piogge, potrebbero volerci 4 mesi prima che tutti i membri della squadra possano essere tratti in salvo.

Una terribile corsa contro il tempo e soprattutto contro il meteo quella andata in scena negli ultimi 9 giorni: i ragazzi sono infatti rimasti intrappolati per via delle piogge monsoniche che stanno flagellando il Paese in queste settimane. Le vittime non avevano con loro né cibo né grandi spazi dove potersi muovere e si temeva che mancasse anche l'ossigeno alla lunga: resta dunque un mistero (e un miracolo) il fatto che si siano tutti conservati in buone condizioni, forse riuscendo a reperire del cibo "di fortuna" all'interno della grotta.

Da tutto il mondo si sono mobilitati soccorritori e anche Papa Francesco aveva pregato per i dispersi all'Angelus. Oggi invece la notizia che fa allargare il sorriso a milioni di persone.

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