Nuovo naufragio, 63 dispersi. Emergenza in centri Libia - Cronaca

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Nel frattempo, la ong Proactiva Open Arms denuncia l'ennesima tragedia avvenuta nel Mediterraneo mentre le navi vengono dirottate in diversi porti del bacino del Mare nostrum: "L'Aquarius è a Marsiglia - scrive su Twitter -, la Lifeline sequestrata a Malta, Sea Watch non può lasciare Malta, Open Arms sta andando a Barcellona per sbarcare 60 persone". Il tutto nel nuovo quadro creato dalla chiusura dei porti italiani e dal più complessivo alzarsi dei ponti levatoi di tutta la "fortezza Europa" che i trafficanti di essere umani chiaramente cercano di anticipare lanciando barconi fatiscenti quasi a raffica.

Anche perché i recuperi in mare, tra salvataggi e intercettazioni, cresce ad un ritmo "drammatico": 2.500 le persone riportate a terra solo nell'ultima settimana di giugno. Nel frattempo oggi sono morte altre 63 persone, più di 170 in 48 ore.

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L'operazione che ha portato ai provvedimenti di fermo sarà illustrata in una conferenza stampa alle 11 in questura a Milano . Attesi aggiornamenti sulle indagini delle forze dell'ordine, con il fermato che ha negato ogni coinvolgimento.

Nuovo naufragio al largo delle coste libiche. Una quarantina sono state tratte in salvo dall'intervento della Guardia costiera libica, mentre le altre 63 sembrano tragicamente destinate ad accrescere il sanguinoso bilancio di vittime delle migrazioni dall'inizio dell'anno, il cui conteggio si attesta già ben oltre i mille.

Secondo il comandante avevano "sentito un messaggio radio tra un aereo militare e i guardacosta libici riguardo ad una imbarcazione da soccorrere, però nessuno ci ha dato un'indicazione ufficiale". Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori. "Ci sono varie imbarcazioni e una era in condizioni critiche". È stato grazie alle loro testimonianze che si cerca di fare luce sulla morte di almeno 100 migranti avvenuta il 28 giugno al largo della Libia.E' stata l'europarlamentare Eleonora Forenza su Facebook a riferire alcune dichiarazione di Riccardo Gatti di Open Arms. Soprattutto quando ci sono oltre 40 gradi di temperatura.

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