Migranti, Boeri: "Salvini? Parlano i dati, non c'é modo di intimidirli"

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"La mia risposta è nei dati e nei documenti che sono stati presentati oggi. Chi si trova a governare con una popolazione così disinformata fa molta fatica a far accettare all'opinione pubblica le scelte difficili che la demografia ci impone", ha osservato Boeri, secondo cui "tutti sono d'accordo sul fatto che bisogna contrastare l'immigrazione irregolare" ma ci si dimentica che per ridurre l'immigrazione clandestina bisogna aumentare quella regolare.

In realtà è il collega di governo, assieme al presidente del Consiglio dei ministri, che può decidere il destino di Boeri: la nomina del presidente dell'Inps viene fatta da Palazzo Chigi, su parere del ministero del Lavoro e con i pareri favorevoli delle commissioni parlamentari competenti. "Immediata la replica del vicepremier, che su Twitter scrive: "'Servono più immigrati per pagare pensioni. cancellare L. Fornero costa troppo. servono più immigrati per fare lavori che gli italiani non vogliono più fare.' Presidente #Inps continua a fare politica, ignorando la voglia di lavorare di tantissimi italiani. Inoltre, aggiunge, "dimezzando i flussi migratori in cinque anni perderemmo una popolazione equivalente a quella odierna di Torino".

Infine, quota 100 con 64 anni minimi di età ed il mantenimento della legislazione vigente per quanto riguarda i requisiti di anziantià contributiva indipendenti dall'età costerebbe fino a 8 miliardi. "Dove vive, su Marte?", conclude il leghista.

Poi, Boeri ha aggiunto: "Tornare indietro del tutto" dalla legge Fornero "non è possibile", perchè le persone che hanno subìto "gli effetti più dirompenti di quella riforma" si sentirebbero "beffate, a partire dalle donne". "Non c'è nessun modo di intimidire, i dati parlano da soli", ha detto il presidente dell'Inps. Il mandato di Beri all'Inps scade a dicembre di quest'anno.

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Luigi Di Maio, presente alla conferenza sul rapporto annuale Inps insieme a Boeri, non è voluto entrare nella polemica tra il presidente dell'ente previdenziale e Salvini.

In merito, il ministro del Lavoro aveva detto di non aver letto la dichiarazione. "Poi non abbiamo affrontato il tema dei rinnovi".

Ancora sui giovani, Boeri sottolinea che la loro storia recente "nel nostro paese è una storia di inesorabili revisioni al ribasso delle loro aspettattive".

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