Germania, l'odio di Seehofer per Merkel è una vecchia storia

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In Germania è ancora caos all'interno della coalizione di governo.

L'immigrazione ha mandato in crisi il governo tedesco, che si ritrova appeso a un filo dopo le tensioni esplose tra la cancelliera Angela Merkel e il ministro dell'Interno Horst Seehofer, culminate nella decisione di quest'ultimo di dimettersi. Secondo quanto riporta la Bild, Seehofer avrebbe tenuto un discorso molto critico con la politica del governo della cancelliera, citando anche la morte della giovanissima Susanna, la 14enne stuprata e uccisa da un profugo iracheno.

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Beppe Grillo infatti sottolinea come le cose non stiano "funzionando molto bene". Le selezioni dovrebbe essere equa e rappresentativa del Paese.

"Farò ogni sforzo perché vi siano dei risultati", ha affermato Angela Merkel, facendo riferimento alla "responsabilità per il paese", ribadendo che dal suo punto di vista il pacchetto uscito da Bruxelles debba fornire "nel suo complesso una risposta equivalente" alle rivendicazioni di Seehofer. Venendo quindi meno l'appoggio della controparte bavarese, il partito della Merkel non avrebbe più i numeri per continuare a governare. Non solo, ma sul tavolo anche i famosi spostamenti secondari, ovvero la ricollocazione dei migranti che, una volta giunti sul primo paese d'approdo (attualmente obbligato ad accoglierli e a gestire da solo l'emergenza) dovrebbero essere ridistribuiti tra le varie nazioni.

La cancelliera ha ricevuto, dopo Praga e Budapest, anche la smentita di Varsavia di "nuovi accordi per prendere richiedenti asilo da altri Stati europei". "Lo confermiamo come hanno già fatto la Repubblica ceca e l'Ungheria", ha aggiunto il portavoce. Con la bocciatura di Seehofer la coalizione sembra più a rischio. Se il ministro passasse ai fatti attuando la minaccia di avviare i respingimenti dei migranti al confine, scavalcherebbe Merkel, alla quale non resterebbe che silurarlo. È vero che sulle scelte della Csu pesano le elezioni del 14 ottobre in Baviera, in cui il partito vuole evitare di perdere consensi a vantaggio dello xenofobo Alternativa per la Germania (AfD).

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