Pensioni, la Bce avverte l'Italia: elevato rischio dalle riforme

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La Banca Centrale Europea ha presentato oggi il Bollettino economico dove si legge: "In alcuni paesi (ad esempio in Italia e in Spagna) il rischio che si compiano passi indietro rispetto alle riforme pensionistiche precedentemente adottate sembra elevato".

L'intenzione è finita sotto la lente d'ingrandimento della Banca Centrale Europea che, periodicamente, si occupa di valutare le prospettive economiche dell'area Euro.

"Nel complesso, in diversi paesi con livelli già elevati di debito pubblico sono necessari ulteriori sforzi di riforma volti a ridurre il previsto aumento della spesa connessa all'invecchiamento demografico", conclude. I conti della Commissione però non consideravano il cavallo di battaglia del governo lega stellato, che vuole modificare la tanto discussa Fornero. "Gli ultimi indicatori economici e i risultati delle indagini congiunturali sono più modesti, ma restano coerenti con il perdurare di una crescita solida e generalizzata dell'economia" scrive la Bce nel bollettino economico, spiegando che "il rallentamento della crescita nel corso del primo trimestre è stato relativamente generalizzato" per via soprattutto del calo delle esportazioni". "In tale contesto, sarà importante che i paesi intraprendano azioni politiche risolute e incrementino gli sforzi di riforme strutturali in ambiti quali pensioni, sanità e assistenza di lungo periodo". "Anche i mercati dei titoli di Stato di altri paesi dell'area dell'euro sono stati in varia misura coinvolti".

La situazione non sembra quindi in discesa per il nuovo Governo, che ha pianificato un intervento correttivo di ampio respiro e che si trova al contempo a confrontarsi con rigidi criteri di bilancio.

A Pontida mix di magliette verdi e blu
Intanto, una serie di gazebo bianchi, uno per ogni regione italiana , delimita l'area in cui si concentrano i sostenitori. Oggi c'è una terza nave che prenderà la via di un altro Paese e ce ne saranno anche una quarta una quinta e così via".

La risposta alla Bce giunge forte e chiara da Roma.

E proprio sulla Quota 100 c'è stata ampia apertura anche dall'opposizione dem, Cesare Damiano (ex ministro del lavoro) e Andrea Orlando hanno lanciato diverse proposte sulla quota 100. Eliminare l'Ape sociale sarebbe un grave errore che punirebbe in particolare chi svolge lavori gravosi, le lavoratrici, i disoccupati e chi convive con un portatore di handicap.

Non molti anni fa l'età pensionabile era molto bassa e i contributi da versare molto pochi.

E intanto iniziano a delinearsi e farsi avanti le prime indiscrezioni sul riforma. In sostanza, le categorie più deboli che avrebbero soli svantaggi da una Quota 100 che parte dall'età di 64 anni. La partita è doppia, a questo punto: immigrazione e conti pubblici.

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