Bekaert, lavoratori in presidio: "Chiusura provocherà il deserto"

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"Al governo chiederemo un pronunciamento pubblico, che richiami alla responsabilità la multinazionale"."Bekaert sceglie deliberatamente di calpestare i diritti dei lavoratori e le istituzioni", ha detto Giulia Mugnai, sindaco di Figline e Incisa Valdarno, comune dove ha sede lo stabilimento, presente al tavolo del ministero dello Sviluppo economico. Eppure, è diverso tempo che si parla delle intenzioni della proprietà, non si tratta certo di un fulmine a ciel sereno. Chiamato in causa anche il ministro del lavoro Di Maio a cui viene chiesto di "attivarsi per contrastare la delocalizzazione dell'attività della Bekaert di Figline e Incisa Valdarno, salvaguardare i posti di lavoro e il patrimonio tecnologico e industriale dei nostri territori". "La notizia dei licenziamenti era totalmente inaspettata. Tutto questo è inaccettabile", riporta Go News. La chiusura della fabbrica dovrebbe avvenire entro 75 giorni (già partite le lettere di licenziamento per i 318 dipendenti). Sulla vicenda sono giunte le prime dichiarazioni degli esponenti del mondo del lavoro, con segretario generale aggiunto Cisl Firenze-Prato che ha analizzato: "Quello di Bekaert è un annuncio scioccante, un atto vile nelle modalità e irresponsabile per le conseguenze drammatiche nei confronti di 320 famiglie dello stabilimento di Figline Valdarno". "Dobbiamo coinvolgere anche la Pirelli, e parlare di vicenda Pirelli-Bekaert". Cerza ha poi sottolineato che si tratta di "un vero attentato al lavoro", evidenziando come si tratti di una "decisione ingiusta e inaccettabile, nel merito e nel metodo". Lo ha dichiarato, dal presidio, la segretaria generale della Cgil Toscana Dalida Angelini. Come ricorda il presidente Cioni, la stessa Bekaert che ora chiude lo stabilimento, ha comprato appena qualche anno fa lo storico sito di produzione dalla Pirelli.

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Salvini torna poi ad attaccare la Francia. "Ci fa fare la figura della solita Italietta che va in Europa a chiedere l'elemosina". Lo sottolineano fonti del Governo , evidenziando l'irritazione di Palazzo Chigi per i contenuti circolati in queste ore.

Intanto, un attestato di solidarietà giunge anche dal consiglio comunale fiorentino, che con un risoluzione votata all'unanimità, che invita "l'azienda a riconsiderare le scelte annunciate, ritirare la procedura di chiusura dell'attività ed a impegnarsi con le organizzazioni sindacali e di settore per rendere efficiente e competitiva l'azienda in Italia e in Europa2".

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