Matteo Salvini: "Chiudere le cartelle esattoriali sotto i 100mila euro"

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"Bisogna chiudere tutte le cartelle esattoriali di Equitalia per cifre inferiori ai 100 mila euro" dice il vicepremier e ministro dell'Interno alla cerimonia del 244° anniversario della Guardia di Finanza. Salvini ha negato di aver detto "quando sento parlare Tria mi sembra di sentire Padoan", come si legge sulla stampa che gli attribuisce questo virgolettato. La decisione di creare la pace fiscale, peraltro ipotizzata già da molti anni, potrebbe essere un modo per ripartire da zero e ricominciare a produrre effetti molto positivi per l'economia.

Tria vuole agire nel solco del passato: "Le sfide condizionate dalla particolare situazione economica dovranno essere affrontate nel segno della continuità con le politiche adottate nel passato per gestire al meglio il presente". Ora tocca al Governo semplificare il sistema fiscale e ridurre le tasse.

Salvini ieri ha annunciato ufficialmente che la pace tra fisco e contribuenti permetterà di rottamare tutte le cartelle sotto i 100.000 euro.

"Dodicimila evasori totali sconosciuti al fisco e grandi evasori che hanno rubato una media di 2 milioni di euro a testa".

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Allo stesso tempo comunque il Ministro dell'Economia ha assicurato che il Governo si impegnerà per una "realizzazione progressiva e programmata delle riforme strutturali annunciate dal programma", comprese quelle che riguardano il sistema fiscale che però non sono state comprese nel DEF 2019.

Il ministro dell'Interno e capo della Lega Matteo Salvini il 1 giugno 2018 davanti al Quirinale. La pressione fiscale, ha spiegato il titolare di Via XX Settembre, è effettivamente ancora alta, pari al 42,5% del Pil, come è alta l'evasione, quantificata in 110 miliardi di euro.

Impossibile risalire al valore complessivo delle liti sotto i 100.000 euro, ma nel complesso lo stock del contenzioso tributario a fine dello scorso anno valeva 50,4 miliardi di euro. Secondo la Lega, dall'operazione può derivare un gettito tra i 40 e i 60 miliardi.

Alla fine del 2016 il "magazzino" di carichi affidati alla riscossione ammontava a 817 miliardi di euro ma Ruffini aveva tenuto a precisare che "la quota su cui azioni di recupero potranno ragionevolmente avere più efficacia si ferma a 51,9 miliardi".

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