"Salvini buffone, ministro della malavita": Saviano violentissimo contro il leader della Lega

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Da più di undici anni. "Non spetta a me scegliere, chi di competenza valuterà".

Sarà importante ora cercare di capire quello che accadrà nelle prossime ore con anche il pubblico che è diviso tra chi pensa sia giusto lasciare da parte la scorta con soldi italiani che sono sprecati e chi invece difende a spada tratta Saviano specificando che ha avuto grande coraggio a venir fuori e che merita ora di essere assistito. "Tolga a me la scorta ma la lasci a Roberto Saviano".

La sua campagna permanente, tutta rivolta "fuori" dalla politica e dai suoi circuiti istituzionali, riversando poi il peso di questo consenso "dentro" sta portando a uno slittamento senza precedenti sul terreno dello Stato, non solo della società italiana. Di minacciarmi? In questi anni sono stato sotto una pressione enorme, la pressione del clan dei Casalesi, la pressione dei narcos messicani.

"Saranno le istituzioni competenti a valutare se corra qualche rischio, anche perché mi pare che passi molto tempo all'estero", ha commentato il ministro ospite del programma tv Agorà su Raitre. Ho più paura a vivere così che a morire così. La mafia reagisce minacciando.

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Ritardi nella produzione, un veicolo in fiamme, licenziamenti e 5 mila auto da produrre entro giugno. Secondo il CEO e founder della società i problemi sembrerebbero causa di un sabotaggio interno .

"Salvini ha scelto i suoi nemici: gli italiani del Sud, italiani di cui non si occupa e di cui non si occuperà mai, gli stranieri che vivono e lavorano in Italia, le ragazze e ragazzi nati in Italia da genitori stranieri, ragazzi che parlano italiano, 'che amano italiano'".

Ad ogni modo, l'interessato Saviano ha subito colto la palla al balzo e si è precipitato davanti alla telecamera per cimentarsi in quello che sa fare meglio: la vittima. Salvini oggi e' definibile 'ministro della malavita', espressione coniata da Gaetano Salvemini. Durante un suo comizio a Rosarno, tra le prime fila c'era uomini della famiglia Pesce.

Proprio per cambiare questo status di fatto, il consiglio europeo sta cercando di approvare una riforma del regolamento di Dublino che dia al nostro Paese più risorse da una parte e che dall'altra distribuisca su tutto il continente in maniera più uniforme il peso dell'accoglienza di chi fugge dalle guerre.

Ieri Salvini ha incontrato il vicepremier austriaco Heinz Christian Strache e non a caso si è scagliato contro lo 'strapotere' di Germania e Francia che "dettano legge" in Europa. E cita la vicenda dei rimborsi elettorali: "Ci dica dove sono andati a finire i 50 milioni di rimborsi elettorali della Lega, truffa al popolo italiano. Restituisca i soldi che ha preso e poi il ministro parli".

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