Di Maio: "Per il reddito di cittadinanza otto ore di lavoro gratis"

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Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico ieri, in occasione del Consiglio dei ministri degli Affari Sociali a Lussemburgo, ha annunciato di voler attuare il reddito di cittadinanza entro il 2018, utilizzando anche fondi europei e rispettando i vincoli di bilancio per la riduzione del debito pubblico. Ed ha aggiunto: "Io penso che si debba avere un animo aperto verso il nuovo governo, una disponibilità a comprendere ciò che realmente faranno al di là di ciò che nella campagna elettorale può essere stato detto e che non sempre si realizza, qualche volta bisogna dire per fortuna". L'elemento di novità snocciolato dal vicepremier sul palco del XVII congresso della Uil è significativo e cambia un po' le carte in tavola: chi riceverà il reddito di cittadinanza dovrà lavorare 8 ore gratis ogni settimana per il proprio Comune. E ancora: "Quando si dice 'quest'anno verranno presi dei provvedimenti', dal mio punto di vista di ministro dell'Economia dobbiamo vedere qual è l'effetto di spesa o di maggiori entrare, speriamo, quando quest'effetto si realizzerà".

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A detta di Tria, inoltre, la priorità è quella di rendere più efficienti i centri per l'impiego, pur non negando l'importanza del provvedimento che è uno dei cavalli di battaglia del Movimento e che per lui non è tanto "un provvedimento di assistenza quanto uno strumento di stabilità sociale". Ecco l'analisi di Luigi Di Maio: "L'obiettivo non è quello di dare soldi a qualcuno per starsene seduto sul divano". Ora ti è richiesto un percorso per riqualificarti ed essere reinserito in nuovi settori. "Vieteremo pubblicità sul gioco d'azzardo", ha aggiunto Di Maio, "e interverremo sulle delocalizzazioni, c'è un sacco di gente che viene lasciata in mezzo alla strada perché le aziende straniere vengono qui in Italia prendono soldi pubblici e poi se ne vanno all'estero". Per il 2018 "ormai i giochi sono quasi fatti e quindi noi ci muoveremo soprattutto - e dobbiamo farlo in modo molto rapido - con interventi di riforma strutturale, che non hanno costi ma sono importantissimi per fare decollare gli investimenti pubblici".

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