Università di Perugia: AlmaLaurea, sempre più stranieri

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Ancora più marcata è la differenza rispetto allo scorso anno, se si considerano anche i laureati magistrali a ciclo unico.

È in possesso di un diploma di tipo liceale (classico, scientifico e linguistico) il 53,1% dei laureati: è il 47,7% per il primo livello e il 53,9% per i magistrali biennali.

L'età media alla laurea è 26 anni per il complesso dei laureati, nello specifico di 24,8 anni per i laureati di primo livello e di 27,3 anni per i magistrali biennali. I laureati pisani sono inoltre più bravi dei colleghi, con un miglior voto medio di laurea, anche se più lenti, con una minore percentuale di studenti che riescono ad acquisire il titolo di laurea entro gli anni di corso.

La Laurea Magistrale in "Valorizzazione dei territori e turismi sostenibili" è un percorso di studi originale e innovativo, che ha come obiettivo la valorizzazione del legame tra turismo e territorio. Il 64,9% dei laureati ha svolto un'attività lavorativa durante gli studi universitari: è il 67,5% tra i laureati di primo livello e il 65,5% tra i magistrali biennali. Il 91,9% dei laureati è soddisfatto del rapporto con il corpo docente e l'88,6% ritiene il carico di studio adeguato alla durata del corso. In merito alle infrastrutture messe a disposizione dall'Ateneo, il 78,3% dei laureati considera le aule adeguate. Il 72,4% dei laureati sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e lo stesso Ateneo, mentre il 5,7% si riscriverebbe allo stesso Ateneo, ma cambiando corso. A un anno dal titolo, lavora il 76,3% (era il 72% nel rapporto del 2017), a fronte del 73,9% della media nazionale. Per le zone d'Italia in cui i laureati si dichiarano disponibili a lavorare, la parte del leone la fa l'Italia settentrionale (60,1%), seguita da quella centrale (47,8%) e solo il 35,6% accetterebbe (potendo scegliere) il Sud. Per un'analisi più puntuale, pertanto, vengono di seguito fotografate le performance occupazionali dei laureati di primo livello che, dopo la conquista del titolo, hanno scelto di non proseguire gli studi universitari e di immettersi direttamente nel mercato del lavoro. Il 22% degli occupati ha un lavoro part-time. Il 25,7% degli occupati può contare su un lavoro alle dipendenze a tempo indeterminato, mentre il 44,3% su un lavoro non standard (in particolare su un contratto alle dipendenze a tempo determinato). Il 19,3% svolge un'attività autonoma (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore, ecc.).

I corsi proposti in questo indirizzo, fra cui Pedagogia e Psicologia per l'insegnamento e Didattica della storia, permetteranno ai futuri promessi insegnanti di acquisire gli strumenti atti a rendere innovativa la didattica, che negli ultimi anni, con la digitalizzazione, ha fatto "passi da gigante". Sono il 59,1% gli occupati che considerano il titolo molto efficace o efficace per il lavoro che svolgono. Più nel dettaglio, il 49% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all'università. L'indagine ha coinvolto 2.329 laureati magistrali biennali 2016 e 2.479 laureati nel 2012.

Chelsea, con Sarri obiettivi azzurri: nel mirino tre calciatori del Napoli
Il movimento del Napoli su laterali destri (eventualmente titolari come Darmian e Vrsaljko) fa capire che anche su Hysaj c'è probabilmente qualche rischio, anche se la clausola del '94 albanese è di 50mln.

Il Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea ha presentato il XX Rapporto sul "Profilo e sulla Condizione occupazionale dei laureati" di 74 università italiane di primo e secondo livello nel 2016, 2014 e 2012 contattati, rispettivamente, a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo. Il tasso di disoccupazione, calcolato sulle forze di lavoro, è pari al 15,3%. Il 26,7% prosegue il lavoro iniziato prima della laurea, l'11,7% ha invece cambiato lavoro; il 61,6% ha iniziato a lavorare solo dopo il conseguimento del titolo. Il 6,1% svolge un'attività autonoma.

Il lavoro part-time coinvolge il 37,9% degli occupati. Nonostante il periodo di crisi che sta attraversando l'intero Paese, i risultati relativi all'inserimento nel mondo del lavoro dei laureati Unicam sono ancora molto positivi. Il tasso di disoccupazione è pari al 5,0%.

Gli occupati assunti con contratto a tempo indeterminato sono il 48,1%, mentre gli occupati che svolgono un lavoro non standard sono il 28,8%. Svolge un lavoro autonomo il 20,1%. Il lavoro part-time coinvolge il 13,9% degli occupati. Lo stipendio medio netto è 1.276 euro al mese. Il 52,3% degli occupati ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro che sta svolgendo; il 40,6% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all'università.

Ma dove vanno a lavorare? La restante quota lavora nel non-profit (0,8%).

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