Italia e Francia continuano a litigare sulla nave Aquarius

Share

Il ministro degli Esteri Moavero Milanesi ha convocato l'ambasciatore francese, dopo che ieri il presidente Macron ha definito l'Italia "cinica" (e il portavoce di En Marche "vomitevole") e per tutta risposta Palazzo Chigi ha detto di non accettare "lezioni ipocrite". Macron attacca Salvini per non cedere all'avversaria interna Marine Le Pen. L'Ue vede la sua fine da vicino.

E così, mentre la nave Aquarius beccheggia tra la Sicilia e Malta, tra gli Stati membri infuria una polemica che ridisegna la geografia delle alleanze.

Al momento non ci sono le condizioni per andare a Parigi. Angela Merkel lancia un grido d'allarme per bloccare il nascente 'asse dei volenterosi' tra Roma, Berlino e Vienna lanciato dal Cancelliere austriaco Sebastian Kurz, alleato di Salvini.

La Francia è "impegnata per il dialogo e la cooperazione" con l'Italia sull'immigrazione.

Ma oggi la scena è tutta concentrata sullo scontro muscolare tra Salvini e Macron.

Ma Matteo Salvini, impegnato nella mattinata in un'informativa al Senato su Aquarius, non arretra di un passo. Quando è caduto Ben Alì in Tunisia la Francia, per ammissione dei suoi stessi diplomatici, è stata colta di sorpresa e la Libia rappresentò l'occasione di rifarsi, abbattendo un dittatore pieno di petrolio ambito dalla Total e che insidiava la supremazia del franco Cfa, la valuta di 14 Paesi africani legati a Parigi.

Asta folle per Chiesa, la Fiorentina fissa il prezzo
La volontà è chiara, Chiesa va via soltanto per cifre astronomiche, altrimenti rinnova il contratto e resta dov'è. Questa la decisione della Fiorentina dopo aver rifiutato le offerte di Roma , Juventus e Napoli .

L'unica francese che tenta di smorzare i toni è la ministra degli Affari Europei Nathalie Loiseau: "L'Italia è da anni di fronte a un afflusso massiccio di migranti e l'Europa non l'ha aiutata abbastanza". Però nel caso di Salvini, la poltrona 'presa' al capo del governo calza a pennello con la strategia - finora andata a segno - di determinare connotati, approcci e sorti di questo esecutivo.

Ma se il ministro dell'Interno detta le condizioni, Macron non si piega. "Non dimentichiamo chi ha interloquito con noi, li conosciamo bene". O i tanti casi disumani che stanno caratterizzando la loro politica di respingimento e non di accoglienza? "Sono contento che i francesi abbiano scoperto la responsabilità - dice -, se vogliono li aiutiamo noi". Ma purtroppo non è stato così. "Non è giusto fare della politica spicciola sulle vite umane, è immondo". In aula fa un comizio a uso e consumo delle sue dirette Facebook. "Si era impegnata ad accogliere 9.816 profughi, ne ha accolti 640". E' lui che ricorda alla coscienza di Macron il caso di una migrante in procinto di partorire, bisognosa di cure e respinta alla frontiera francese, evento di pochi mesi fa: lei è morta dopo il parto.

Ma il presidente francese fa finta di non sentire su questo.

"Di "#vomitevole ipocrisia di #Macron" parla Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, partito astenutosi nel voto di fiducia al governo ma che condivide in pieno la linea leghista sul tema delle migrazioni. "Macron continua istericamente la sua guerra al popolo italiano che in quanto a generosità ha poco da imparare", insiste il ministro dell'Interno a sera su Radio 105.

"Chi è che ha bombardato la Libia?". Chi sta facendo concorrenza, leale o sleale, chi sta cercando di destabilizzare quel Paese? "La situazione medica generale era comunque stabile.".

Share