Ancona, positivo all’Hiv ha rapporti non protetti: 200 potenziali vittime

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"Per esigenze investigative e per il rilevante interesse pubblico che potrebbe riguardare eventuali altre vittime di reato, la Squadra mobile di Ancona sta cercando di contattare coloro che abbiano eventualmente avuto incontri sessuali con il Pinti Claudio, di cui si divulga la fotografia - scrive la polizia in una nota - Chiunque fosse in possesso di notizie utili è pregato di contattare con urgenza personale della Polizia di Stato - Squadra Mobile di Ancona, negli orari mattina o pomeriggio al numero 0712288595". Nelle ultime ore si è conclusa una delicata attività di indagine condotta dalla Polizia di Stato nelle sue articolazioni del Servizio Centrale Operativo e della Squadra Mobile di Ancona, che ha permesso di applicare il provvedimento restrittivo della Custodia Cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Ancona a carico di un 35enne anconetano, responsabile di lesioni gravissime dolose ai danni della sua partner. Lo scorso anno la compagna dell'uomo è morta per Aids. Dopo il suo primo fotosegnalamento e i rilievi dattiloscopici, l'uomo è stato collocato in carcere a Montacuto dove attualmente si trova a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. A casa sua sono stati sequestrati due pc, due telefoni e un tablet che verranno esaminati dagli investigatori per tracciare la cronologia dei contatti.

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Di queste, 60 si giocheranno negli Stati Uniti (incluse tutte quelle dai quarti di finale in poi), mentre Canada e Messico ospiteranno 10 partite ciascuno.

Per almeno 10 anni ha tramesso il virus dell'hiv a più di 200 partner sessuali, con la consapevolezza di essere malato e contagioso. L'uomo le avrebbe anche detto che l'hiv "non esiste", che "è una balla" e che "sono i farmaci che ti ammazzano". Secondo quanto emerso, la donna aveva chiesto spiegazioni a Claudio Pinti anche attraverso una disperata serie di messaggi su Whatsapp e da lui aveva ottenuto parziali ammissioni alternate a dinieghi della malattia. La donna si è ovviamente sottoposta al test risultando positiva, così ha decido di denunciare l'untore dicendo di essersi sentita "defraudata della libertà di scelta e ingannata sul suo stato di salute".

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