Salvini blocca nave con a bordo 629 migranti. Ecco la rotta dell'Aquarius

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Nel pomeriggio di domenica 10 giugno il ministro dell'Interno e vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, ha annunciato che non concederà l'autorizzazione alla nave Aquarius, in navigazione nel Mediterraneo con 629 migranti a bordo, di fare ingresso in un porto italiano.

Intanto stamattina, prima della lettera di Salvini, il primo ministro maltese Joseph Muscat ha detto che Malta vuole "il miglior rapporto possibile" con l'Italia. Secondo Malta, dunque, non spetta al loro Governo occuparsi di quel naufragio rimandando al mittente per ora la richiesta italiana: "Malta non è né l'autorità di coordinamento, né ha competenza su questo caso", ha spiegato un portavoce del governo maltese sul sito di Malta Today. Se l'isola-Stato non accetterà di prestare soccorso, come spesso avvenuto in questi ultimi anni, ebbene i porti italiani chiuderanno i battenti e la nave (in questo momento a 40 miglia dalle coste più vicine) non verrà fatta attraccare nei porti italiani. Nel Mediterraneo - scrive Salvini su Facebook - ci sono navi con bandiera di Olanda, Spagna, Gibilterra e Gran Bretagna, ci sono Ong tedesche e spagnole, c'è Malta che non accoglie nessuno, c'è la Francia che respinge alla frontiera, c'è la Spagna che difende i suoi confini con le armi, insomma tutta l'Europa che si fa gli affari suoi. Non c'entra nulla ora che Malta accolga i 629 migranti soccorsi a bordo di nave Aquarius, pena la chiusura dei porti italiani.

"Non abbiamo nulla a che fare con questa vicenda". Coinvolte nei soccorsi della notte anche tre navi mercantili (Vos Thalassa, Everest e Jolly Vanadio) oltre la Aquarius e tre motovedette classe 300 della Guardia Costiera italiana di base a Lampedusa. Ma è il segnale che il nuovo governo intende lanciare all'Europa: l'Italia non può essere lasciata da sola a gestire l'emergenza. Tra loro ci sono 123 minorenni non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte.

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"Se qualcuno pensa che si ripeterà un'estate con sbarchi, sbarchi e sbarchi senza muovere un dito, non è quello che farò come ministro".

Il ministro dell'Interno aveva parlato dopo che due diverse imbarcazioni delle Ong con a bordo complessivamente più di 400 migranti erano sbarcate nei porti di Pozzallo e Reggio Calabria dopo che Malta gli aveva negato l'accesso. "Non starò a guardare", le sue parole.

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