Migranti, è scontro tra Malta e l'Italia. Appello dell'Onu: trovate soluzione

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"Ma in sette giorni stiamo già riportando la nave Italia verso il largo, con un obiettivo preciso". È la scelta, tristemente clamorosa, concordata dal ministro dell'Interno Matteo Salvini e dal ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli.

L'unità di soccorso, gestita da Sos Mediterranèe con personale di Medici senza Frontiere, è al centro del braccio di ferro avviato dal ministro dell'Interno Matteo Salvini con le autorità di Malta a cui, con una lettera urgente, è stato chiesto di consentire lo sbarco, essendo quello il "porto più sicuro".

"Il governo di Malta non è né l'autorità che coordina ne ha competenza sul caso" della nave Aquarius, ha detto un portavoce del governo di Malta citato dal quotidiano Malta Today.

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Ma è il segnale che il nuovo governo intende lanciare all'Europa: l'Italia non può essere lasciata da sola a gestire l'emergenza.

La replica era stata affidata al Time of Malta con una nota nella quale veniva smentito il diniego, ma sono stati proprio i responsabili della Ong Sea Watch a confermare di essere stati respinti. Il Mediterraneo è il mare di tutti i Paesi che vi si affacciano e non si può immaginare che l'Italia continui ad affrontare da sola questo fenomeno gigantesco in solitudine.

TPI.it ha raggiunto telefonicamente l'ambasciatore di Malta in Italia, Vanessa Frazier, a bordo di un aereo che sta per decollare alla volta di Catania per accogliere la presidente maltese Marie Louise Coleiro Preca in occasione di una visita ufficiale già programmata in Sicilia (Catania e Palermo). A 24 ore dall'approdo di circa 500 migranti tra Reggio Calabria e Pozzallo, il leader della Lega annuncia la chiusura dei porti per la nave Aquarius, l'imbarcazione che batte bandiera Gibilterra e in queste ore è in viaggio nel Mediterraneo con 600 naufraghi a bordo provenienti dal Nordafrica, in particolare dalla Libia. In serata il premier Conte ha inviato due motovedette con medici per portare aiuto ai migranti a bordo dell'Aquarius. Tra loro in particolare 123 minori non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte.

Tenendo conto che le navi delle Ong sono in mare e continueranno a soccorrere queste persone, nella consapevolezza che senza l'aiuto molti rischierebbero di morire. "Napoli è pronta, senza soldi, per salvare vite umane". E' l'appello lanciato via Twitter dall'agenzia Onu per i rifugiati Unhcr in Italia. "La priorità deve essere la sicurezza e il benessere di chi è a bordo".

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