Pensioni: come potrebbe svilupparsi la "quota 100"

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L'altro giorno Antonio Brambilla, consulente della Lega che ha partecipato alla redazione del programma elettorale leghista, dalle pagine del Quotidiano de La Repubblica ha anticipato i dettagli che saranno portati sul tavolo di Palazzo Chigi.

Riforma Pensioni: quota 100, quali ipotesi?

Problema comune a quota 100 e alla quota 41 riguarda i contributi figurativi per l'accesso alla pensione: potrebbe essere introdotto un tetto di due anni.

Le proposte del Governo appena insediato comprendono anche l'abolizione dell'Ape Social. Al momento le indiscrezioni circolate dal fronte Lega ipotizzano l'introduzione della quota 100 tra età e contributi con un'età minima di 64 anni e la possibilità di andare in pensione a qualsiasi età avendo 41 anni e mezzo di contributi, requisiti però che dovranno tenere conto di altri paletti, soprattutto sul fronte dei contributi figurativi. Le nostre richieste sono precise: partire, nella Quota, dai 63 anni di età, rendere strutturale l'APE sociale che scade alla fine di quest'anno e varare la nona e ultima salvaguardia per gli esodati.

Occorrerà tuttavia recuperare risorse, prima di riuscire a mettere in pratica tutte queste modifiche riguardanti le pensioni, ma il processo sarà graduale, come ribadito dal Governo.

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I nomi, principalmente quattro; e su due in particolare ci si sta concentrando: Dembelè e Nainggolan , mentre Strootman e Vidal sono in seconda fila.

Anche se Forza Italia ha votato no alla fiducia - collocandosi quindi all'opposizione - non è escluso che in futuro i parlamentari forzisti possano votare in favore di alcuni provvedimenti proposti dal Governo Conte.

Spiega Damiano: "Si peggiorerebbe addirittura la situazione di chi, con l'Ape sociale, può già andare in pensione a 63 anni con 36 di contributi se appartiene alle 15 categorie di lavori gravosi".

Il quotidiano calcola che se nel triennio 2013/2015, a parità di ogni altra condizione, gli assegni sono stati alleggeriti in media di circa il 3% rispetto al triennio precedente, 2010/2012, con il terzo taglio c'è stata una riduzione ulteriore di circa il 2%, sempre in media, portando a circa l'11% la riduzione, in media, di tutto il periodo che va dal 2009 al 2018. Man mano si cresce con l'età, l'anticipo sarebbe minore e, in parallelo, più ridotto il sacrificio economico da sopportare. L'introduzione di una nuova pensione anticipata non potrebbe dunque comportare l'abrogazione di tutti i trattamenti, che anticipano l'uscita dal lavoro, diversi dalla pensione anticipata o di vecchiaia ordinarie.

Ape quota 100: ma l'Ape Social non doveva essere abolita? Ecco chi ci guadagna e chi ci smena con il ricalcolo contributivo. Come dire che chi ha lunghi periodi di disoccupazione indennizzata, integrazioni salariali, mobilità e congedi rischierebbe di non poter centrare il requisito contributivo minimo richiesto (36 anni). CI PERDE: Con le regole attuali uscirebbe nel 2019 con 41 anni e cinque mesi di contributi (l'anno prossimo scatta l'aumento di cinque mesi legato all'aspettativa di vita). La riforma delle pensioni promessa dal governo potrebbe in sintesi risolversi in un baratto tempo-denaro. Questo, sicuramente, penalizza chi è vicino alla soglia dei 42 anni e 10 mesi di contributi (o 41 anni e 10 mesi, se donna), se di età inferiore a 64 anni. La proposta di Brambilla prevede, infatti, un ricalcolo in chiave contributiva dell'assegno anche se limitato alle sole anzianità maturate dopo il 1996 (pertanto valido per i soli assicurati in possesso di almeno 18 anni di contributi al 31.12.1995).

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