Diritti tv, ancora problemi: rischio doppio abbonamento per vedere la Serie A

Share

Per guardare le dirette in tv o sul web dell'intero campionato di Serie A potrebbero essere necessari almeno due abbonamenti diversi, salvo accordi commerciali fra gli operatori licenziatari. Il tutto è legato alla vendita di 3 pacchetti, con delle esclusive per ogni prodotto: nessun operatore potrà acquistarli tutti.

Arriverà nel giro di qualche giorno l'esito del reclamo presentato da Mediapro contro la sospensione del bando per commercializzare i diritti tv della Serie A, ordinata il 9 maggio dal presidente della sezione imprese del Tribunale di Milano, Claudio Marangoni, che lo ha di fatto annullato accogliendo le istanze di Sky.

Inizia la rivoluzione per quanto concerne l'assegnazione dei diritti televisivi della Serie A. Le giornata del campionato di Serie A 2018/2019 saranno così suddivise: al sabato saranno previste una partita alle 15, una alle 18 e una alle 20:30.

Il pacchetto 6 da 152 eventi per ciascuna stagione prevede 3 gare per giornata nelle seguenti finestre: la gara delle 15 del sabato; la gara delle 15 della domenica (in contemporanea con altre gare); la gara delle 18 della domenica; la gara delle 20.30 del lunedì. Il terzo e ultimo ha 114 partite: quella delle 20.30 del sabato, quella delle 12.30 di domenica e una di quelle in programma alle 15 di domenica.

Valentino Rossi, pole da record: al Mugello partirà primo
Lorenzo ha girato in soli 35 millesimi in più di Rossi e partirà dalla seconda posizione. Le prove libere sono state sospese e il pilota è stato subito soccorso.

L'ammontare complessivo di questi pacchetti è di 1,1 miliardi di euro a stagione ma la particolarità della cessione dei diritti TV per prodotto è che non sarà permesso a un singolo emittente l'acquisto di tutti quanti.

Brutte notizie anche per quanto concerne la possibilità di vedere il calcio in tv in chiaro.

La seconda novità più rilevante è l'obbligo di trasmettere le immagini delle partite di campionato in chiaro solo dopo le 22 in tv o tre ore dopo il fischio finale delle partite sul digitale. "La Rai - si legge nel comunicato -, che ha contribuito, nel corso degli anni, a rendere il calcio lo sport più popolare, potrebbe essere costretta a rinunciare a trasmissioni storiche come '90º Minuto'".

Share