Migranti, Salvini: "Cambiare regolamento Ong, qualcuna fa da taxi"

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"Stiamo preparando un dossier su 'spiagge sicure', per evitare almeno in parte il dramma dell'abusivismo che colpisce commercianti e bagnanti", ha poi annunciato il ministro dell'Interno Matteo Salvini indicando uno dei temi temi su cui sta lavorando in questi primi giorni al Viminale.

"Gli immigrati regolari e per bene che sono qua per costruirsi un futuro portando rispetto a una cultura che spalanca loro le porte sono i benvenuti". Così il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini ha risposto a 'Radio Anch'io' a chi gli chiedeva se la riforma fiscale ipotizzata nel contratto fosse iniqua e consentisse maggiori guadagni ai ricchi. L'altro punto cruciale è allungare i tempi di trattenimento dei migranti nei Centri. La legge parla chiaro: nessuno entra ed esce, chi deve essere rimpatriato resta detenuto in attesa dei due adempimenti necessari per procedere al rimpatrio, l'accertamento dell'identità e l'accettazione del ritorno in patria da parte delle autorità del paese d'origine. Un problema che, sostiene il ministro, oggi però non esiste più.

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Che sia questa la dichiarazione celata di un'intenzione di partecipare alle prossime elezioni, che si terranno nel 2020? Schultz starebbe valutando il ruolo che potrebbe avere "per restituire quello che ho avuto dagli Stati Uniti".

Ipotizzare, una sorta di regime detentivo da istaurare in tutti i centri di accoglienza presenti sul territorio nazionale, anche quelli per i richiedenti asilo come i Cara, sarebbe irrealizzabile perché trasformerebbe l'Italia in una succursale delle prigioni libiche, oltre a violare le norme Ue in materia.

Quanto alle possibili opposizioni delle Regioni alla realizzazione dei Centri, Salvini ha detto di aver già parlato "con tutti i governatori leghisti che non vedono l'ora di avere Centri chiusi". "Tutti gli amministratori della Lega non chiedono altro". Quel che è certo è che, a prescindere dalle scelte nazionali, è sui tavoli internazionali che si gioca la partita migratoria. Non è possibile che Malta dica no a ogni richiesta di intervento", come riporta Repubblica.it. Nel mirino del neo ministro anche i volontari delle Ong: "a sua detta, mentre alcune continuano a fare volontariato, altre farebbero "affari".

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