Macron vede Conte a G7, 'valori comuni' - Ultima Ora

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Il professore del governo Lega-M5S dal G7 in corso in Canada, a Charlevoix, ha pubblicato una foto della stretta di mano con il tycoon americano accompagnato dalla frase: "Storica alleanza, nuova amicizia ". Conte ha poi ribadito che, sulla disciplina del regolamento di Dublino sui migranti, c'è "totale insoddisfazione dell'Italia per le proposte attualmente discusse, l'Italia non può essere lasciata sola nella gestione dei flussi migratori". I leader degli altri Paesi l'hanno presa come una provocazione.

ITALIA D'ACCORDO - Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al suo esordio internazionale, afferma di condividere le dichiarazioni del numero uno della Casa Bianca. La Russia non fa più parte del G8 dal 2014, dopo la crisi internazionale scaturita dall'annessione della Crimea.

"Sono stato il peggior incubo della Russia - ha detto il presidente americano prima di partire verso il Canada -". Ma il protagonista della prima giornata è, ancora una volta, Donald Trump.

Conte risponde a Renzi: "Colleghi? E' professore lui?"
L'ex premier ha sottolineato tutte le criticità che rileva nei provvedimenti scritti nel programma congiunto di Lega e M5S. Paolo Gentiloni ebbe dal Senato 169 voti favorevoli, come anche Matteo Renzi .

Conte ha parlato anche della questione dazi, sottolineando che ci sono molte "conflittualità". Credo che in questo momento Putin stia pensando: "Magari avesse vinto Hillary Clinton". Vedete tutti quello che sto facendo contro di loro. Detto questo, che ci piaccia o no, che sia o no politicamente corretto, noi abbiamo un pianeta da gestire.

A questo punto poco importa se il summit terminerà con un comunicato ufficiale oppure se non si riuscirà neanche a mettere insieme qualche frasetta generica condivisa anche dagli americani. Il tema, adesso, come ha riconosciuto pubblicamente il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, è salvare il senso stesso del G7. Vale a dire la sede dove i leader dei Paesi più industrializzati del mondo si confrontano, si spiegano e, soprattutto si autorappresentano come il nucleo guida dell'Occidente. Anche se la discussione sarà accesa e ricca di colpi di scena - Trump non si è risparmiato per rendere incandescente il clima del vertice prima che iniziasse, attaccando i sei partner, a cominciare dal padrone di casa Justin Trudeau - è chiaro che anche i nodi più importanti finiranno in secondo piano rispetto alla prospettiva della possibile cessazione delle sanzioni alla Russia, corollario logico della sua riammissione nel gruppo dei grandi. "Tolgano tutte queste cose di mezzo e torneremo ad andare d'amore e d'accordo". Il presidente francese, nei suoi numerosi bilaterali, ha sollecitato una posizione comune almeno sui dazi. Ma la "relazione speciale" tra Emmanuel e Donald, vera o presunta che sia, sembra già consumata.

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