Pos: sanzioni bocciate dal Consiglio di Stato

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Il Consiglio di Stato ferma le sanzioni ai negozi senza POS, bloccando le multe per chi non accetta i pagamenti con carta di credito o Bancomat. In realtà la sanzione sarebbe dovuta entrare in vigore dal 1° febbraio 2016 proprio per effetto del decreto attuativo previsto dalla legge di Stabilità 2016 (legge 208/2015) che contestualmente aveva ridotto a 5 euro l'importo da cui accettare i pagamenti tracciabili. A bloccare la sanzione di 30 euro è il parere fornito dal Consiglio di Stato il 1° giugno 2018 e, a questo punto, sarà il nuovo Governo a dover metter mano ad uno degli obblighi più disattesi d'Italia. Questo perché la legge che ha introdotto l'obbligo di munirsi di PoS, pur affidando ad un decreto del ministero dello Sviluppo economico la messa a punto delle sanzioni pecuniarie, non ha provveduto a stabilire quali criteri lo stesso dicastero avrebbe dovuto seguire per decidere quanto far pagare ai contravventori. Prima il legislatore individua la norma giusta prima si potrà dare una netta accelerata ai pagamenti digitali in Italia, che sono il fanalino di coda in Europa, come emerge dall'ultima relazione annuale della Banca d'Italia: nel nostro Paese sono circa 2,5 milioni i Pos installati, tanti, ma poco utilizzati. "693 c.p. - configuri una precisa ed insuperabile violazione al principio della riserva di legge (oltre che del divieto di applicazione dell'analogia ai fini della individuazione della sanzione)".

La differenza, semmai, sta nelle "strisciate": 1.373 la media italiana annua per terminale contro le 7mila di Londra, le 6mila di Parigi, le 3mila di Berlino e, soprattutto, le quasi 14mila dell'Olanda.

Strana vicenda quella del POS, obbligatorio ma senza sanzioni e che, in sintesi, è diventato niente più che una facoltà.

L'introduzione delle sanzioni relative all'obbligo di POS non può essere collegata ad una norma già esistente, in quanto in primo luogo sarà necessario valutare la compatibilità con la legge e in particolare con l'articolo 23 della Costituzione, in base al quale "nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge". Questa sanzione, secondo il regolamento, dovrebbe essere applicata anche a chi non accetta pagamenti elettronici.

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L'unica squadra che può trattare per Cristiano Ronaldo è la Juve che con il Real Madrid ha sempre avuto ottimi rapporti. Cristiano Ronaldo stesso, aveva dichiarato "è stato bello giocare al Real Madrid ".

"L'obiettivo di una efficace lotta al riciclaggio, all'evasione e all'elusione fiscale - da incentivare attraverso la completa perimetrazione del quadro giuridico di riferimento, anche mediante la sua omogeneizzazione - deve, però, necessariamente essere conseguito con l'adozione di provvedimenti rispettosi, sotto l'aspetto formale e sostanziale, dei principi fondamentali dell'ordinamento giuridico", spiega nel parere il Consiglio di Stato.

"Tali finalità impongono comunque la individuazione di una sanzione quale conseguenza di inadempimento di un obbligo legittimamente imposto ai soggetti che effettuano l'attività di vendita di prodotti e di prestazioni di servizi, obbligo, che, si ripete per chiarezza, ha attinenza alla regolazione del mercato e non della moneta". E il richiamo all'articolo 693 è "non condivisibile sul versante strettamente giuridico".

Un taglio "creativo", secondo il Consiglio di Stato, che non trova riferimenti nella norma madre e che ha contribuito dunque alla bocciatura finale.

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