Migliaia di donne con il cancro al seno potranno evitare la chemio

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Questo studio si è concentrato sul tumore al seno responsivo agli ormoni, l'HER2 negativo, senza linfonodi coinvolti, che rappresenta la metà di tutti i casi.

Lo studio è stato denominato TAILORx ed è stato presentato per la prima volta durante il 54esimo Congresso mondiale dell'American Society of clinical oncology (Asco), dove è stato discusso l'impatto che potrà avere questa scoperta sulla cura dei pazienti affetti dal cancro. Infatti, nel periodo di follow-up dello studio (di 7,5 anni), si è evidenziato che la sola ormonoterapia non era meno efficace della chemio più ormonoterapia, nelle pazienti con punteggio 11-25, in termini di sopravvivenza e ricomparsa della malattia. Prima del test, spiega il responsabile dello studio Joseph Sparano, dell'Albert Einstein Cancer Center di New York, "c'era incertezza su quale fosse la giusta terapia per le donne con punteggio intermedio 11-25". Su questa base, in Italia potrebbero evitare la chemioterapia circa 3.000 pazienti l'anno, pur continuando a raggiungere eccellenti risultati di sopravvivenza sul lungo periodo. Il trial, condotto con fondi federali in Usa, ha utilizzato un particolare test - 'Taylor X' - che valuta l'espressione di 21 geni tumorali.

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Non bisogna mai dimenticare, però, che la possibilità di bloccare il tumore è un vantaggio assoluto rispetto agli effetti indesiderati che la terapia può causare e che affidarsi ad una équipe competente di oncologi farà pendere la bilancia costi-benefici sempre più dalla parte di questi ultimi. "Ora lo studio dà una risposta definitiva".

Cancro al seno. Con un test genomico precoce, la chemioterapia può essere evitata nel 70% dei casi di tumore iniziale. Ma gli effetti collaterali del trattamento possono essere significativi.Fra le donne arruolate nello studio, 6.711 avevano un punteggio medio di rischio e sono state destinate in maniera casuale a ricevere solo l'ormonoterapia oppure anche la chemio. La speranza è che il trattamento possa avere efficacia per tutti i tumori. Qui ci muoviamo in campo ancora diverso, che è quello di disegnare delle strategie terapeutiche su misura, basandosi sulla biologia del tumore, unica per ogni paziente. Il nuovo approccio all'immunoterapia, sviluppato dai ricercatori del National Cancer Institute (Nci) americano, ha dunque portato alla completa regressione una donna con un tumore metastatico, che non rispondeva agli altri trattamenti disponibili. E questo risultato, concludono gli autori, mette in evidenza la necessità di sviluppare cure specifiche per questo gruppo di donne. Lo studio in questo caso si è avvalso di un campione di 1.752 pazienti operate al seno. "Poter evitare la chemioterapia significa - rileva Cognetti - meno tossicità, meno effetti collaterali, maggiore salvaguarda della fertilità". Di questi, spiega Cognetti, "circa 32mila sono a basso rischio e già adottano la sola ormonoterapia". Il test, attualmente "costa circa 3mila euro anche se si va verso degli accordi delle regioni con l'azienda per ridurne il prezzo".

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