Scoperta proteina che allunga la vita: così si rallenta l'invecchiamento

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All'interno del nostro comparto genetico infatti esiste una proteina che si chiama Beclin-1 e che sarebbe in grado di andare a "pulire" le cellule in cui è contenuta.

Gli studi hanno riportato che il processo di invecchiamento è accompagnato da numerosi segni distintivi, tra questi vi sono: instabilità del genoma, cambiamenti epigenetici, telomeri accorciati, perdita di proteostasi, riduzione delle riserve di cellule staminali e diminuzione della funzione mitocondriale. Ovvero l'Alzheimer. Stiamo nello specifico parlando della proteina denominata Beclin-1 la quale sembrerebbe essere in grado di prolungare dell'11% quelle che sono le aspettative di vita dell'uomo. Chi non vorrebbe d'altronde un organismo sempre nuovo?

Un ruolo centrale, come sempre, ce l'ha sempre un'alimentazione sana ed equilibrata. Più le cellule si 'ripuliscono' più la vita sembra durare di più e la salute tende raggiungere un miglioramento.

"Levine e colleghi hanno prodotto dati eccellenti, mostrando che l'autofagia può allungare la vita del 12%", ha commentato David Clancy della Lancaster University, estraneo alla ricerca. E' però importante chiarire che lo studio condotto dai ricercatori dell'Università del Texas Southwestern Medical Center, riguarda sperimentazioni fatte su animali.

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La proteina beclin-1 è responsabile dell'autofagia, il meccanismo cellulare che permette la degradazione e il riciclo dei componenti cellulari danneggiati. Questo accade perché nel momento in cui si rallenta l'invecchiamento, pare che si ritardi anche lo sviluppo di tutte le malattie ad esso collegate.

Ad oggi gli effetti della mutazione sono stati sperimentati solo sui topi, ma si sta già pensando allo straordinario uso che se ne potrebbe fare in futuro.

Nel frattempo, si spera, in una sua possibile applicazione per combattere l'invecchiamento precoce e le malattie che questo implica.

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