Renzi parla in aula: le espressioni di Salvini, Di Maio e Conte

Share

"Il presidente del consiglio dei ministri non avra' la nostra fiducia, ma avra' sempre il nostro rispetto". "Noi non occuperemo mai i banchi del governo, mai la poltrona del presidente del Senato, mai insulteremo i ministri, mai attaccheremo le istituzioni del Paese al grido mafia, mafia, mafia come un gruppo parlamentare nel 2015 a Strasburgo", ha dichiarato ancora Renzi. Lo ha detto Matteo Renzi prendendo la parola al Senato durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia al governo Conte. "Se Renzi vuol girare per il mondo liberissimo di farlo - ha detto Calderoli -, ma ci attendiamo che, con coerenza, presenti immediate dimissioni dal Senato, perché è inaccettabile che Renzi faccia il turista con lo stipendio pagato dai contribuenti italiani". Impegno che non non venne mantenuto, con il risultato di far perdere ulteriormente terreno al Partito Democratico fino al clamoroso tonfo elettorale dello scorso marzo. "Anche noi potremmo farvi lo screening, ma non lo facciamo perché noi siamo un'altra cosa".

"Come primo atto, quando saranno costituite le commissioni, convocheremo la ministra della difesa" Elisabetta Trenta "al Copasir per chiarire dei punti che ella conosce", ha proseguito Renzi riferendosi a notizie di stampa in cui si afferma - come scrivono in una nota congiunta alcuni senatori del Pd - che la neoministra della Difesa è stata per anni presidente di Sudgestaid, una società che si occupa di reclutare mercenari che operano nei teatri di guerra del Medio Oriente. Renzi, nelle settimane scorse, era già volato in Kazakistan per tenere uno speech, pochi giorni dopo essere già stato in Qatar, assieme al fidato Marco Carrai, per incontrare l'emiro Tamim Bin Hamad al-Thani, che gestisce un fondo sovrano da 250 miliardi di dollari. Una decisione che arriva un po' in ritardo, se si considera che l'ex segretario del Pd aveva già annunciato di lasciare la politica attiva in caso di insuccesso nel referendum costituzionale del 4 dicembre 2016. "Noi non vi faremo sconti".

Roland Garros, strepitoso Cecchinato: doma Djokovic ed è in semifinale
In semifinale Marco Cecchinato affronterà l'austriaco Dominic Thiem in una partita che terrà incollata tutta l'Italia tennistica. Djokovic , da campione, attacca e si costruisce il punto del 6-6 con una stop volley in allungo sul rovescio.

"Il contatto è scritto con l'inchiostro simpatico e garantito da un assegno a vuoto". Non so se cambierete il Paese. Auguri. Superare la legge Fornero costa 12 miliardi, se va male 20. Stia attento alle parole, non è più solo leader politico, rappresenta un Paese. "Salvini ci dia una mano, ora è responsabile della sicurezza di tutti noi, parli da padre sapendo che i figli ci ascoltano". "Voglio che risuoni il nome di Mor e Modou uccisi da un italiano razzista a Firenze quando ero sindaco, in risposta a chi ha detto che "la pacchia è finita". "Ha detto che i diritti sono venuti meno, non è così cose", ha concluso.

Share