Migranti, la Tunisia convoca l'ambasciatore italiano: "Stupore per le parole di Salvini"

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Nella mattinata di mercoledì 6 giugno Salvini è tornato a parlare di migranti ai microfoni di Radio Anch'io: "Ormai il dramma è che buttano in mare gommoni già sgonfi o barche in legno usurate e pronte ad affondare subito sperando che qualche nave delle Ong le recuperi in tempo e, se non le recupera in tempo, è strage", ha detto il ministro dell'Interno.

Le dichiarazioni del neo ministro italiano hanno provocato una profonda sorpresa nelle istituzioni nordafricane "le parole di Salvini non riflettono il livello di cooperazione trai i due Paesi nella lotta all'immigrazione regolare". Secondo Salvini il documento sottoposto all'interrogazione dei paesi europei penalizzerebbe l'Italia e gli stati del Mediterraneo ma è sicuro che grazie alla collaborazione del presidente ungherese Orban (storicamente schierato contro gli immigrati) "Cambieremo le regole dell'Ue".

In più, Salvini ha aggiunto che questa iniziativa incontrerebbe il favore anche di amministratori locali.

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L'ambasciatore italiano a Tunisi, Lorenzo Fanara, dopo l'incontro al ministero degli Esteri tunisino ha sottolineato: "Nel cordiale incontro al ministero degli Esteri è stata ribadita la volontà del nuovo governo italiano di rafforzare la cooperazione bilaterale per approfondire il partenariato strategico e per far fronte alle problematiche comuni relative al fenomeno migratorio". E poi la campagna elettorale è finita, anche Salvini deve smettere di interpretare il suo personaggio, ha vinto, ora non può mettere un muro tra i poveri e il resto del mondo. "Occorre buonsenso - ha scritto Salvini su Twitter - Quello degli sbarchi e dell'accoglienza di centinaia di migliaia di 'non profughi' non può continuare ad essere un problema solo italiano". Così il neoministro dell'Interno Matteo Salvini parlando in Transatlantico, a Montecitorio. "Non sono aggressivo, sto lavorando su tutti i dossier che garantiscano legalità e sicurezza: dai beni confiscati alla mafia da reinvestire alle spiagge sicure", replica il leader della Lega.

La riforma di Dublino, ovvero il sistema d'asilo europeo che attualmente stabilisce l'assegnazione dei migranti al Paese di primo arrivo, è ia centro della riunione dei ministri degli Interni dei 28 a Lussemburgo.

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