Renzi: "Conte premier non eletto, un collega..."

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La rispetteremo fuori da questa aula quando porterà i nostri colori al G7, a Bruxelles, quando prenderà la parola all'Onu. "Noi non occuperemo mai i banchi del governo, mai la poltrona del presidente del Senato, mai insulteremo i ministri, mai attaccheremo le istituzioni del Paese al grido 'mafia, mafia, mafia' come un gruppo parlamentare nel 2015 a Strasburgo". Lo ha detto l'ex premier ed ex segretario del Pd, Matteo Renzi, in un colloquio con il Corriere della Sera, in cui spiega quale sarà la road map per i prossimi mesi: "Sarò negli Stati Uniti per i 50 anni dalla morte di Bob Kennedy, poi in Sudafrica per l'anniversario della nascita di Mandela". Poi sorridendo ha aggiunto: "Lei è un premier non eletto, direi un collega". È vero che avete fatto la storia almeno otto volte in 89 giorni, ma voi non siete lo Stato, siete il potere.

"Lei può dimostrare chiaramente che una parte del racconto della scorsa legislatura era falso".

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Ed è per questo che credo e dico anche che la famiglia sia quella naturale, dove un bambino deve avere una mamma ed un papà". Alla base dei provvedimenti proposti c'è il suo credo religioso: "Sono cattolico, non lo nascondo.

L' "esilio" autoimposto lascerà dunque correre i primi mesi di vita del nuovo esecutivo, nella speranza che l'ebbrezza del "cambiamento" si vada a scontrare da qualche parte (Europa, mercati) e che si apra lo spazio a una nuova proposta elettorale sul modello di "En Marche" di Macron.

"Il contatto è scritto con l'inchiostro simpatico e garantito da un assegno a vuoto", ha detto ancora Renzi. Intanto è cambiato il vocabolario: quello che nella XVII Legislatura si chiamava inciucio oggi si chiama contratto; quello che nella XVII Legislatura si chiamava partitocrazia oggi si chiama democrazia parlamentare, quello che nella XVII Legislatura si chiamava condono oggi si chiama pace fiscale, quello che nella XVII Legislatura si chiamava un uomo che tradisce il proprio mandato oggi si chiama cittadino che aiuta il governo a superare la fase di crisi. E non avete più alibi rispetto a ciò che c'è da fare. "Noi non vi faremo sconti". Lega e grillini hanno promesso un libro dei sogni da 100 miliardi: il reddito di cittadinanza ne vale 20, la Flat tax 60, quota 100 vale 16, le clausole Iva 12. Ma io le chiedo questo, da padre a padre: stia attento alle parole, perché lei non è più solo un leader politico. Non possiamo permettercicrisi con la Tunisia, creare un clima incendiario. "Salvini ci dia una mano, ora è responsabile della sicurezza di tutti noi, parli da padre sapendo che i figli ci ascoltano". "Voglio che risuoni il nome di Mor e Modou uccisi da un italiano razzista a Firenze quando ero sindaco, in risposta a chi ha detto che 'la pacchia è finita'". Ma non ci permetteremo di usare l'aggressione verbale perché siamo un'altra cosa. "Ha detto che i diritti sono venuti meno, non è così cose", ha concluso.

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