Giornalista russo ucciso, era una messinscena: Babchenko appare in video

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Il presunto assassino che tutti cercavano per le strade della capitale ucraina, intorno al quartiere Dnipro, era ritratto con un cappellino in testa, barba e bavero alzato. Così Arkady Babchenko in conferenza stampa: "L'operazione speciale è stata preparata per due mesi, io sono stato messo al corrente un mese fa". Senza ferite, era vivo: "Olechka chiedo scusa soprattutto a te".

Clamoroso. Il giornalista dissidente russo Arkady Babchenko, dato per morto ieri dopo un agguato a colpi di pistola a Kiev, è in realtà vivo e ha appena parlato a una conferenza stampa. Il reporter era uno dei principali critici del Cremlino, inserito nella lista nera dei "russofobi" stilata dalla tv Tsargrad. Vasily Gritsak ha detto che l'agenzia ha inscenato la morte del giornalista per smascherare agenti russi che stanno cercando di ucciderlo.

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La cosa più importante per l'Ajax è allungare il mio contratto, quindi non si tratta di calcio, ma di denaro. Il club giallorosso continua a cercare rinforzi per l'attacco, soprattutto sugli esterni.

Secondo i servizi di Kiev, le forze di sicurezza russe avrebbero reclutato un cittadino ucraino e gli avrebbero affidato il compito di trovare un sicario, al quale offrire trentamila dollari per uccidere Babchenko. Il passaparola troppo rapido e poco accorto è giunto alle orecchie dei servizi segreti. Separatamente, voglio scusarmi con mia moglie per l'inferno che ha dovuto vivere: "mi dispiace ma non c'era altro modo".

Nel 1994, a 18 anni, Babchenko viene spedito da Mosca a combattere in Cecenia come militare di leva; nel libro La guerra di un soldato racconta il conflitto senza risparmiare critiche alle decisioni di Vladimir Putin e al rientro dal fronte, nel 2000, inizia a lavorare come corrispondente di guerra per diversi media denunciando sistematicamente le azioni dell'esercito russo in Siria e in Ucraina. Dopo aver ricevuto minacce di morte, nel febbraio 2017 aveva deciso di lasciare Mosca e aveva vissuto nella Repubblica ceca e poi in Israele, prima di trasferirsi a Kiev, dove per un periodo aveva lavorato per l'emittente Atr. Nell'attesa che la polizia aprisse il caso - mai aperto - contro di lui, era fuggito prima a Praga, e poi a Kiev. Sua moglie era in bagno e ha sentito un colpo molto forte.

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