Ebola ritorna un pericolo e raggiunge le città

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L'ebola è un virus particolarmente aggressivo in grado di causare una febbre emorragica potenzialmente mortale per uomini ed altri primati (scimmie, gorilla, scimpanzé).

Un portavoce dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Peter Salama, ha dichiarato che la diffusione a Mbandaka significa un potenziale "aumento pericoloso". Nella Repubblica Democratica del Congo sono già stati registrati 42 casi cin 23 decessi.

La diffusione del virus Ebola in Congo ha raggiunto una città di 1,2 milioni di abitanti e crocevia verso la popolosissima capitale Kinshasa: uno sviluppo quanto meno preoccupante che evoca scenari 'esplosivi' se non addirittura 'apocalittici'. "Entriamo quindi in una nuova fase dell' epidemia di Ebola, che attualmente interessa tre distretti, di cui uno urbano", ha confermato il Ministero della Salute.

Finora, fa notare l'Oms, tutti i casi confermati di Ebola sono stati segnalati dalla zona sanitaria di Bikoro, che si trova sempre nella provincia dell'Equatore, ma a una distanza di circa 150 km dalla popolosa Mbandaka.

Le strutture sanitarie a Bikoro hanno funzionalità molto limitate e le aree colpite sono difficili da raggiungere, in particolare durante l'attuale stagione delle piogge, poiché le strade sono spesso impraticabili.

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L'ebola tra il 2013 ed il 2016 Ha determinato la morte di circa 11000 persone in Sierra Leone, Liberia, Guinea, Nigeria Ma anche molti casi di infezione in Camerun, Niger, Burkina Faso, Mali, Costa d'Avorio, Ghana, Togo, Combo, Società Democratica Congo, Marsica via Mauritania e Senegal ed è tornata a far paura lo scorso 8 maggio il giorno in cui il governo della Repubblica Democratica del Congo annunciato la comparsa di un nuovo focolaio.

Ad oggi i numeri dell'epidemia sono già in crescita.

Il nuovo caso di Ebola, infatti, e' stato confermato in laboratorio a Mbandaka, citta' portuale molto affollata, che conta una popolazione di piu' di un milione di abitanti, situata sul fiume Congo. Il comitato di esperti deciderà se dichiarare lo stato di "emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale", il che innescherebbe un maggiore coinvolgimento internazionale nella mobilitazione di aiuti in termini di ricerca e risorse. "Da quando é stato fatto l'annuncio dell'allerta a Mbandaka, i nostro epidemiologi stanno lavorando sul campo" per "identificare le persone che sono state in contatto con casi sospetti", ha aggiunto ancora Ilunga.

Inoltre, MSF e il suo centro di ricerche epidemiologiche Epicentre stanno lavorando insieme al Ministero della Salute e all'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per l'implementazione del vaccino per l'Ebola (rVSVDG-ZEBOV-GP), come ulteriore misura di controllo dell'epidemia. Sono 514 le persone che finora potrebbero essere entrate in contatto con soggetti infetti.

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