Suicidio della liceale, chiesti fino a sei anni per i genitori

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Rosita Raffoni si è tolta la vita a soli 16 anni, gettandosi nel vuoto il 17 giugno 2014. Il video fu girato con il telefoninofino a quando la batteria non si scaricò, poco prima del gestoestremo. Dal testo si ricava l'enorme malessere della giovane, come sottolineano anche i pm nell'atto di accusa.

"Non si chiede di esprimere un giudizio morale, non bisogna decidere che persone erano i genitori e Rosita, quello che ci dobbiamo chiedere è: questa morte si poteva evitare?" Dice anche però che le dispiace lasciare la vita, che avrebbe voluto fare tante cose, andare all'estero, avere un ragazzo, rendere felice qualcuno. Se da un lato di questo Rosita sembra quasi scusarsi, dall'altro, continua nel video, dovendosi difendere da una denuncia, forse potranno capire.

Disagio verso il quale i genitori, secondo l'accusa, non avevano cercato di porre rimedio, anzi, da loro stessi acuito fino alla sfida che il padre aveva fatto nei confronti della figlia di mettere in atto i suoi propositi di morte.

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Il pm ha parlato di "comportamento genitoriale disfunzionale".

La giovane soffre per l'odio che i genitori provano nei suoi confronti, e aggiunge che il "suo suicidio a loro non dispiacerà, non piangeranno", in quando di lei non è mai importato nulla. Stando alle accuse, le privazioni, le umiliazioni, l'isolamento e l'anaffettività della famiglia hanno contribuito a tale disagio.

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