A Gaza esplode la rabbia, oltre 40 palestinesi uccisi

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Almeno 41 manifestanti sono rimasti uccisi negli scontri con l'esercito israeliano. "Grazie per aver avuto il coraggio di mantenere la promessa", di riconoscere Gerusalemme come capitale d'Israele. "State a fianco di Israele e degli ebrei", ha dichiarato il primo ministro. Ma anche l'Ue, la Russia e l'Onu hanno preso le distanze dalla cerimonia di Gerusalemme. Si tratta di una "operazione terroristica", é l'accusa di Israele ad Hamas.

Tel Aviv - Tutto è pronto in Israele per il trasferimento dell'ambasciata Usa da Tel Aviv e Gerusalemme, come promesso lo scorso dicembre dal presidente americano Donald Trump quando annunciò il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato ebraico. Ma su questa rivendicazione intorno alla quale s'è molto discusso negli anni del processo di pace soltanto per rimandarne la decisione definitiva alla fase finale del negoziato (così riconoscendo che qualsiasi eventuale variazione allo status di Gerusalemme dovesse avvenire mediante accordo tra le parti) né Trump, né il genero hanno mai detto niente.

Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu alla cerimonia di apertura dell'ambasciata Usa a Gerusalemme. Il presidente americano era consapevole del rischio di una decisione del genere. Un anticipo di quello che potrebbe avvenire si è visto venerdì, quando centinaia di facinorosi hanno distrutto il versante palestinese del valico commerciale di Kerem Shalom.

Negli stessi momenti al confine con Gaza lo scontro era al culmine, e anche in Cisgiordania si sono verificati incidenti. Sul campo la situazione è via via peggiorata con il passare delle ore. Tra le vittime del fuoco di risposta israeliano, vi sarebbero alcuni palestinesi che tentavano di innescare esplosivi lungo la linea di confine approfittando del fuoco di copertura offerto da altri manifestanti che, a loro volta, sarebbero diventati bersaglio dell'esercito ebraico.

Prof. Foad Aodi
Prof. Foad Aodi

Finita la cerimonia a Gerusalemme, lo scontro è terminato: i dimostranti palestinesi hanno cominciato ad abbandonare il confine rientrando nella città di Gaza con autobus messi a loro disposizione da Hamas. Lo stesso giorno in cui Trump ha voluto inaugurare la sua ambasciata a Gerusalemme.

Rafforzamento della sicurezza - I vertici del Pentagono e dell'esercito Usa - temendo attacchi in seguito all'apertura dell'ambasciata Usa a Gerusalemme e agli scontri delle ultime ore tra israeliani e palestinesi - hanno deciso di rafforzare la sicurezza attorno alle ambasciate di Israele, Turchia e Giordania, inviando decine di Marines. L'assedio che va avanti da undici anni, non soltanto da parte d'Israele ma con la partecipazione dell'Egitto e nel silenzio-assenzo dell'Europa, non c'entra.

"La violenza in corso sottolinea l'urgente necessità di una soluzione politica", ha aggiunto il segretario generale dell'Onu, ribadendo che "non esiste un'alternativa alla soluzione dei due Stati".

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