Ecco la molecola che annienta il virus del raffreddore

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Se il composto risulterà efficace sui topi, bisognerà dimostrare che è sicuro. Una situazione che continua a garantire profitti d'oro per le case farmaceutiche se si considera che un adulto soffre di raffreddore in media due volte.

Deve infatti colpire le cellule umane e sfruttare i suoi meccanismi per assemblare nuove copie di se stesso. "Attualmente non esistono trattamenti contro il virus del raffreddore e questa è la prima molecola capace di contrastarlo", ha aggiunto. Il comune raffreddore è causato da una famiglia di virus con centinaia di varianti, cosa che rende quasi impossibile diventare immuni o vaccinarsi contro tutti loro.

Invece di attaccare direttamente il virus del raffreddore, hanno pensato infatti di rubare al virus gli strumenti che lo stesso utilizza per assemblare la sua discendenza.

I primi test condotti su cellule umane, pubblicati sulla rivista Nature Chemistry, dimostrano l'efficacia di una molecola contro il raffreddore. Un primo passo avanti che fa sperare gli autori della ricerca, i quali ora puntano ad approdare ai test sugli animali e poi sull'uomo.

Per la prima volta in laboratorio una molecola ha ucciso completamente il virus del raffreddore.

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All'interno dell'auto non c'era il fucile che Olivieri ha utilizzato per compiere il duplice omicidio ed il tentato omicidio. Al momento, nessun dettaglio filtra sul suo interrogatorio.

I ricercatori che hanno scoperto la nuova molecola erano in realtà alla ricerca di un rimedio contro la malaria. Anzi, secondo gli autori della ricerca, sarebbe in grado di agire anche contro altri virus della stessa famiglia del raffreddore (polio, mani-bocca-piedi').

"Per i giovani e per chi è in buona salute, il raffreddore non è certamente gradevole, ma non c'è rischio di vita. Un farmaco come questo potrebbe essere estremamente utile se somministrato all'inizio dell'infezione e stiamo lavorando per creare una versione che possa essere inalata, in modo che arrivi rapidamente ai polmoni". Quindi, se i risultati saranno soddisfacenti, si potrà passare ai testi sugli umani, "ma ci vorranno anni", fanno sapere i ricercatori. Sono però necessari ulteriori studi per assicurarsi che effettivamente non sia tossica nell'organismo.

Lo studio, condotto dai ricercatori del National Heart&Lung Institute, dell'Imperial College di Londra (tra loro anche l'italiano Roberto Solari) è andato a studiare le performance dell' IMP-1088, un duplice inibitore delle N-miristoil-transferasi umane NMT1 e NMT2.

Contro il raffreddore non esiste nessun farmaco capace di bloccare i sintomi più comuni come starnuti e naso che cola.

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