Attenzione alla truffa della moneta: 10 Bath scambiati per 2 euro

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Proprio a causa delle sue caratteristiche molto simili ai 2 euro, molti distributori automatici, soprattutto quelli più obsoleti, non riescono a distinguerli, anche se il valore è molto diverso: i 10 bath equivalgono a 25 centesimi. Ancora oggi in è possibile incappare in episodi simili, ma che a volte sono frutto di un errore piuttosto che una vera e propria truffa. Ritrovarsi una di queste due monete al posto dei 2 euro non è per nulla piacevole. Anche Federconsumatori ha lanciato recentemente un allarme, raccomandando a italiani e stranieri in vacanza da noi a prestare attenzione ai resti, controllando che invece dei due euro previsti non vengano dati Bath o scellini kenioti: "stare molto attenti quando si fanno gli scambi di denaro e di valutare bene il resto, soprattutto in prossimità dei centri interessati da un grande afflusso di stranieri e turisti, perché è più facile che si verifichino truffe o errori". La maggior parte dei distributori automatici non è neanche in grado di distinguere tra le due monete, molto simili per lega, colore e composizione, ma dal valore intrinseco estremamente sproporzionato. Queste due monete sono più facili da trovare a ridosso di ponti e festività, oltre che nelle stagioni turistiche. Il consiglio è quello di prestare sempre attenzione, soprattutto quando ci si trova in luoghi con grande affluenza di turisti, dove aumentano le possibilità di truffe ed errori.

Attenzione anche agli scellini del Kenya: in questo caso, chi avrà la sfortuna di riceverli al posto dei due euro come resto, si ritroverà in mano una moneta dal valore di 20 centesimi.

BTP Italia al test dei mercati, al via la tredicesima edizione
MOT, ovverosia quella relativa al Mercato Telematico delle Obbligazioni e dei titoli di Stato, avverrà in due fasi. Sta per tornare il Btp Italia , il titolo di Stato legato all'inflazione italiana.

Le monete più utilizzate [VIDEO]per la truffa sono i 10 bath, provenienti dalla Thailandia. Il cliente truffato si ritrova dunque con meno della metà del resto che in realtà gli sarebbe spettato dal negoziante furbetto.

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