AUMENTO IVA/ Per la Cgia 242 euro di rincari per ogni famiglia

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I 242 euro indicati dagli esperti sono un incremento medio di imposta che ogni famiglia potrebbe subire da gennaio se il prossimo governo non riuscisse a sterilizzare lo scatto dell'Iva. Il rincaro sarà di 284 euro per le famiglie del Nord, di 234 per quelle del Centro e di 199 per quelle del Sud. Questi i calcoli dell'Ufficio studi della Cgia, l'Associazione Artigiani Piccole Imprese di Mestre.

Infatti, se non verranno recuperati entro la fine di quest'anno 12,4 miliardi di euro, l'aliquota ordinaria passerà dal 22 al 24,2 per cento, mentre quella ridotta dal 10 salirà all'11,5 per cento.

Irina Shayk - un abito mozzafiato sulla Croisette di Cannes
Tutt'ora è uno dei più famosi della casa di moda ed è considerato uno dei migliori abiti al mondo. Ben più coperta Deepika Padukone , che ha indossato un abito di Zuhair Murad.

Dalla sua introduzione nel 1973, sono trascorsi 45 anni e fino ad oggi è aumentata nove volte, per un totale di 10 punti, un record tra i Paesi Eu.

In quest'ottica ha parlato il coordinatore dell'ufficio studi della cgia ovvero Paolo zabeo il quale ha riferito che bisogna assolutamente evitare l'aumento dell'Iva, Non soltanto perché colpirebbe in particolar modo le famiglie meno abbienti e quelle più numerose, ma anche perché il ritocco all'insù dell'Iva avrebbe comunque un effetto recessivo per la nostra economia. Il balzo dal 22 al 24,2% ci consentirebbe di posizionarci in testa alla classifica dei cittadini più tartassati dalle imposte indirette. Ricordo che il 60% del Pil nazionale è riconducibile ai consumi delle famiglie. La Germania ha subito invece una variazione di 8 punti, passando dall'11 al 19%, l'Olanda ha invece avuto un aumento di 5 punti, passando dal 16 al 21%. "Tuttavia, se l'aumento previsto non sarà ulteriormente spostato in avanti, dal 2019 i consumatori italiani saranno sottoposti all'aliquota Iva ordinaria più elevata tra tutti i Paesi dell'area dell'euro, con un serio rischio che l'economia sommersa assuma dimensioni ancor più preoccupanti", è la conclusione del Segretario della Cgia Renato Mason.

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