Pd: Renzi, aperto a Bersani? non mi pare

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Gli italiani sceglieranno se questa classe politica deve restare a dettare le condizioni guardando ai propri interessi.

Se e come in questi giorni e in queste ore essi stiano riuscendo nell'impresa lo lascio giudicare ai lettori. "Se lo facciamo credo che avremo segnato un primo punto".

Dunque Salvini, Renzi e Di Maio. "Il prima possibile perché gli italiani hanno fretta", spiega. Ma per essi invece è solo un sentito dire. Figli del vasto ceto medio nazionale, sono ognuno a suo modo frutto del nuovo, sconquassato, sistema scolastico italiano varato dopo gli anni 70: che non a caso è riuscito a convincere di finire gli studi al solo Renzi, unico dei tre, infatti, ad essersi laureato. Racconta oggi il 'Corriere della Sera': " E le cronache di quegli sms che riferivano delle interlocuzioni tra il senatore di Firenze e il leader del M5S Luigi Di Maio?

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Inglese sarebbe potuto venire, ma avrebbe giocato? Per vincere lo scudetto e per avere un posto in Paradiso, in Europa, devi far girare la rosa e non devi avere incidenti.

C'è ancora una caratteristica in comune tra i tre leader. Ovviamente tutto questo andrebbe fatto chiedendo a chi lo ha distrutto di fare un passo indietro insieme ai propri clienti. Nessuno di loro ha un hobby o un interesse particolare. "E io sono molto preoccupato quando si individuano delle persone che non sono passate per le elezioni e non hanno una connessione politica con i cittadini".

I frutti di tali itinerari biografici li abbiamo sotto gli occhi. Questo il pensiero dei sondaggisti intervistati dall'AdnKronos, che nei dati vedono Matteo Salvini come maggiore beneficiario del voto anticipato. Si tratta di una scuola che, aggiungendosi all'aria dei tempi, invita irresistibilmente a comunicare soprattutto attraverso la frase ad effetto non più lunga di due righe, attraverso lo slogan incisivo, la battuta. Mentre gli altri, M5s e centrodestra, hanno reclamato come diritto divino quello di governare, il Pd ha sorpreso tutti reclamando il diritto altrettanto incontrovertibile di stare all'opposizione, affermando che "così hanno deciso gli elettori". E naturalmente induce a credere che alla fin fine i discorsi siano un' inutile perdita di tempo. Io ricordavo che decideva Mattarella.

"Salvini-Di Maio professionisti delle promesse" Prende corpo una parziale autocritica, almeno limitata al fattore temperamentale, nell'attacco che più dietro non può essere ai due capi partito premiati dal voto di inizio marzo. Così, a ruota della seconda, dovrebbe nascere in Italia la terza Repubblica: segnando ad opera dei tre homines novi, della loro presenza congiunta, una frattura completa con la prima. Che bisogno c'era? C'è?

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