Londra città violenta: sessanta omicidi da inizio anno

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A Southwark, quartiere meridionale della City, un ragazzo di 17 anni è stato ucciso a colpi di pistola.

Ancora sangue e agguati delle baby gang in Gran Bretagna, che da questa mattina piange altre due giovani vittime.

E sempre nella notte appena passata, un 20enne è stato accoltellato a morte a Liverpool.

L'ondata di violenza nella capitale britannica sta destando preoccupazione nei residenti e nelle forze dell'ordine. L'uccisione del minorenne è l'ultima di una serie di crimini violenti avvenuti nella capitale, mentre la polizia sta indagando su più di 60 presunti omicidi registrati da inizio anno, metà dei quali accoltellamenti, come riporta la Bbc - una cifra che ha fatto guadagnare a Londra il triste primato di omicidi, facendole superare perfino la ben più grande New York. Hanover Street e Wood Street sono state chiuse mentre la polizia svolge le indagini.

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Dobbiamo valutare cosa il mercato ci può offrire, sono considerazioni di carattere non economico, ma tecnico". Poi ho parlato con Vazquez e mi ha detto che era rigore. "E' mio amico, mi fido".

Se da noi c'è l'idea del vecchio capo clan che ha in mano un territorio, nel Regno Unito protagonisti sono dei giovanissimi disposti a tutto pur di assicurarsi i soldi e il potere che derivano dalla vendita degli stupefacenti. "Non c'è una persona in tutto il mondo (con la possibile eccezione del Presidente degli Stati Uniti, e probabilmente sta mentendo) che crede che il modo per ridurre il nostro tasso di omicidio sia quello di rendere più facile ottenere le armi" hanno replicato da Londra.

Immediate le reazioni inglesi. Per il deputato laburista Charlie Falconier, "il tasso di omicidio degli Stati Uniti è oltre cinque volte più di quello del Regno Unito".

Le vittime sono state portate in due diversi ospedali.

"Possiamo fare di più per combattere la violenza, ma suggerire che le armi possano essere parte della soluzione è ridicolo" ha commentato Karim Brohi, il direttore del maggior centro traumi di Londra e chirurgo del Royal London Hospital.

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