Di nuovo violenza sui treni: poliziotto aggredito dal 'branco'

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Voleva difendere il capotreno, insultato per aver chiesto i biglietti. È stato ricoverato in ospedale: le sue condizioni sono gravi ma non dovrebbe essere in pericolo di vita. "Quanto accorso ieri è sintomatico della situazione che stiamo vivendo e della mancanza di rispetto delle regole e delle persone da parte di gente che arriva da fuori", puntualizza il sindacalista.

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L'agente, in forze alla Squadra Volante della Questura di Lecco, non era in servizio e domenica pomeriggio viaggiava sul treno partito dal capoluogo regionale per fare ritorno a Lecco, quando, in prossimità della stazione di Arcore, ha risposto alla richiesta di aiuto del ferroviere. Il poliziotto, dopo essersi qualificato, ha cercato di calmare il ragazzo ma a quel punto una decina di giovani nigeriani hanno immobilizzato il capotreno e picchiato con una violenza inaudita il quarantenne, tentando anche di rubargli il portafoglio. Il poliziotto si stava recando a lavoro alla Questura di Lecco con il treno, ma si è ritrovato vittima di aggressione. I membri del gruppo non si sono affatto intimoriti, anzi, lo hanno accerchiato e aggredito con calci e pugni, fino a quando, giunti alla stazione di Carnate, l'hanno lasciato libero solo per poter scendere dal treno e darsi alla fuga. Proprio questi ultimi sono stati arrestati perché corrispondenti alle descrizioni fornite dagli aggrediti, e per loro è scattata l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni in concorso e tentata rapina per aver cercato di strappare la placca identificativa dell'agente. Dopo le prese di posizione dei senatori leghisti Paolo Arrigoni e Antonella Faggi, del il Movimento Nazionale per la Sovranità di Lecco e anche del sindacato, anche l'assessore regionale Claudia Maria Terzi ha stigmatizzato duramente l'aggressione subita ieri da un capotreno e un poliziotto su di un convoglio diretto a Lecco. Sono due giovani nigeriani di 24 e 25 anni.

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