Narratore poetico della nostra terra Bergamo piange Ermanno Olmi

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Il regista, come riporta il Giornale di Vicenza, si è spento la scorsa notte nell'ospedale di Asiago, dove era stato ricoverato d'urgenza venerdì sera, dopo aver combattuto per lungo tempo contro una grave malattia. Per la prima volta al cinema elevò il dialetto a lingua, nel capolavoro "L'albero degli zoccoli", che vinse la Palma d'oro a Cannes nel 1978. Ma non era vicentino, era nato a Treviglio (Bergamo) il 24 luglio 1931.

Una vita intensa piena di successi ma anche molto travagliata e difficile a causa dei problemi di salute. Dopo un periodo di malattia tornerà al successo con La Leggenda del Santo Bevitore, tratto da Joseph Roth e grazie al quale vincerà il Leone d'Oro a Venezia. In questi e negli altri documentari realizzati si nota già l'attenzione alla condizione degli uomini che lavorano nelle strutture aziendali, un modello interpretativo della realtà che anticipa le caratteristiche peculiari delle future pellicole di Olmi. Nel 1959 gira il suo primo lungometraggio "Il tempo si è fermato", delicato racconto del rapporto tra uno studente e il guardiano di una diga. Aveva realizzato anche un film sulla vita di Papa Giovanni XXIII: "E venne un uomo".

Nel 1982 a Bassano del Grappa fonda la scuola di cinema Ipotesi Cinema.

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A disposizione: Lamanna, Zima, Cofie, Taarabt, Rossettini, Galabinov, Omeonga , Zukanovic. Spettatori: paganti 3.316, incasso 51.241, 17.577 abbonati, 173.875 euro la quota gara.

Nel 1993 traspone in immagini Il segreto del bosco vecchio di Dino Buzzati; nonostante la presenza di Paolo Villaggio come protagonista, il film non ottiene il consenso di pubblico e critica.

Con Il mestiere delle armi si aggiudica 9 David di Donatello. Due anni dopo dirige Bud Spencer (unico attore occidentale) in Cantando dietro i paraventi ambientato in una Cina senza tempo.

Autodidatta nel mondo della regia, è stato uno dei pionieri del documentario. Dalla loro unione sono nati tre figli, due dei quali sono impegnati nel mondo del cinema, Fabio è direttore della fotografia ed Elisabetta è organizzatore generale.

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