Governo, Paolo Gentiloni: "Preferirei non continuare ma decide il Colle"

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"In campagna elettorale da una parte si è sentita la fiera delle velleità", nota Gentiloni. "L'operazione è legittima, ma a livello europeo è un'incognita singolare per un grande Paese come l'Italia", ha detto.

Non sono mancati i complimenti di pragmatica per Salvini e la sua capacità di "non rompere con Forza Italia" mentre a Giorgetti, in pieno stile democristiano, l' ex ministro degli Interni ha detto che merita ben altro e cioè un governo lungo e non certo breve (e intanto, per non sbagliare, nessun governo); un po' come le scritte che si mettono appunto sui siluri per sbeffeggiare il nemico. I conti adesso sono in ordine ma, avverte, "è un attimo andare fuori strada". "Penso che noi non dobbiamo mettere paletti e pregiudiziali" sulle decisioni che il presidente della Repubblica potrebbe prendere, "e dico a tutti: lasciamo al presidente margini di manovra perché l'Italia ha bisogno di una soluzione a questa crisi". "Nel Pd Mattarella troverà un interlocutore positivo".

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Naturalmente il pettegolezzo è ancora da confermare , ma alla fine si sa: l'ultima parola spetta sempre a Maria De Filippi . Ha solo ventotto anni ed è padre di un bellissimo figlio avuto con l'ex moglie Belen Rodriguez .

Il dibattito nel Pd è appena iniziato e secondo Gentiloni bisogna dare "un po' di tempo" a Martina che ne ha la responsabilità. Restare a Chigi? "Preferirei di no ma quello che decide il presidente della Repubblica mi troverà sempre pronto a rispondere".

Anche se si dovesse tornare alle urne nella prima finestra utile, ovvero luglio, appare difficile che un giurista come Mattarella tenga in piedi il governo Gentiloni, cioè un governo politico, peraltro guidato da una personalità che al Quirinale viene considerato il candidato premier del Pd alle prossime elezioni politiche. "Lo considero un mio dovere" afferma, non escludendo la possibilità di essere nuovamente incaricato per il ruolo di Presidente del Consiglio. Io un po' di tempo glielo darei, gli darei una mano. A meno di accordi in extremis tra le forze politiche, resta questa l'ipotesi più concreta sul tavolo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, impegnato oggi nell'ultimo giro di consultazioni a due mesi dal voto del 4 marzo. La nascita di un governo senza il Pd aprirebbe la strada all'assemblea del partito, per eleggere un nuovo segretario (Maurizio Martina è in corsa e Renzi vorrebbe sfidarlo con un nome come Lorenzo Guerini) e potrebbe rinviare invece la data del congresso, anche considerato che contro il candidato in pectore della minoranza, Nicola Zingaretti, il fronte renziano non ha un nome.

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