Clan dei Casamonica, disabile frustata nel bar per vendetta

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Casamonica tornano a far parlare di sè, questa volta per un episodio increscioso avvenuto lo scorso primo aprile, il giorno di Pasqua, in un bar di Roma. Prima Casamonica le ha strappato gli occhiali dal viso e li ha lanciati dietro al bancone, poi si è sfilato la cintura dai pantaloni e la ha passata a Di Silvio. "Questi romeni di merda non li sopporto proprio" urla Antonio Casamonica al cugino Alfredo Di Silvio. Una disabile presa a calci in un bar per aver difeso un barista romeno, M.R., 39 anni, colpito da un pugno al volto da un esponente della famiglia Di Silvio, imparentata con quella dei Casamonica.

E' stata quindi colpita con la cinghia e presa a calci e pugni. I due hanno fatto irruzione spaccando la vetrina, poi hanno rovesciato tavoli e sedie. Il barista, come riporta sempre il quotidiano romano, è stato pestato a sangue e il locale è stato distrutto.

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Ora è il momento: dobbiamo lasciare da parte la timidezza, essere aggressivi e determinati e avere fiducia in noi stessi. Siamo ancora avanti rispetto alle dirette concorrenti, non e' la prima volta che ci troviamo con 2 punti di vantaggio.

A quel punto, uno dei due si è sflilato la cinta e ha iniziato a prendere la ragazza a frustate. E non solo: "se chiami la polizia ti ammazziamo", la minaccia mentre striscia a terra e chiede di riavere indietro il telefono. Poco dopo arriva la devastazione del bar. "Qui comandiamo noi, non te lo scordare: questa è zona nostra. Ora questo bar lo devi chiudere, altrimenti sei morto" è stata l'ultima minaccia dei Casamonica prima di allontanarsi. Nel locale erano presenti cinque clienti ma nessuno di loro ha avuto il coraggio di reagire. Per il clan è il secondo affronto, che fa scendere in campo un pezzo da novanta: Enrico, il nonno dei fratelli Di Silvio, condannato per sequestro di persona e lesioni. Il barista è terrorizzato e per due giorni la serranda rimane abbassata. La moglie però non ci sta, non vuole buttare al vento tutti i sacrifici fatti per aprire quel bar. Si è presentato al bancone, ha ordinato un caffè e ha detto: "Ritira immediatamente tutte le accuse o morirai". Gli investigatori del commissariato Romanina indagano a tutto campo sulla storia: il romeno è finito in ospedale con una prognosi di un mese, la disabile che ha denunciato tutto dopo essere tornata a casa nelle vicinanze del bar è stata medicata e giudicata guaribile in una decina di giorni.

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