Antonio Caperna Un embrione totalmente artificiale, creato nei laboratori dell'Istituto

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In laboratorio è stato ricreato il primo embrione del tutto artificiale, che non necessita né di ovuli né tantomeno di embrioni: aiuterà ad osservare le prime fasi dello sviluppo di un feto ma in futuro potrebbe portare persino alla creazione di esseri viventi artificiali. A rivelare tutti i dettagli è la rivista scientifica Nature, sul quale sono stati esposti gli scenari che si trovano di fronte ai ricercatori che hanno raggiunto l'importante traguardo - ovvero gli esperti dell'Istituto di Medicina rigenerativa dell'Università di Maastricht, Olanda, guidati da Nicolas Rivron: in un primo momento la scoperta potrà aiutare a studiare le prime fasi dello sviluppo di un essere vivente ma in futuro (lontano), perché no, potrebbe condurre alle prime creature del tutto artificiali. Si è partiti da due famiglie di cellule staminali ovvero quelle che darebbero origine alla placenta e quelle da cui si forma l'organismo. Per adesso però l'embrione artificiale si presenta come una valida opportunità di studio delle prime fasi di sviluppo di un embrione, quelle in cui si forma la placenta e avviene l'impianto nell'utero e che, in molti casi, sono all'origine del fallimento di molte gravidanze. I ricercatori l'hanno rappresentata in 3D usando i mattoncini delle costruzioni: verdi per l'involucro e rosse per la struttura interna da cui nascerà l'organismo. E' un passo in avanti, ha aggiunto, per "comprendere i meccanismi dell'infertilità che nasce da un difetto nell'impianto dell'embrione". La sua unicità è di essere "nato" a partire da cellule staminali e non da ovuli e spermatozoi. Non considera realistica la prospettiva di un uomo artificiale il presidente onorario del Comitato nazionale di bioetica (Cnb) Francesco D'Agostino, secondo il quale il rischio sarebbe invece quello di arrivare a creare esseri umani di laboratorio finalizzati a scopi non etici. Non si può escludere che questa sia la direzione, ma la strada è ancora lunga.

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L'azionista di maggioranza ha preferito soprassedere dal trattare questi argomenti, che saranno oggetto di una prossima assemblea .

L'annuncio del primo embrione artificiale è arrivato a 60 anni dalla nascita del primo bambino in provetta e a 22 dalla clonazione della pecora Dolly, che ha aperto la via alla ricerca sulle staminali. Era composto da sei cellule e il suo sviluppo era stato volutamente bloccato ad uno stadio così precoce dagli stessi ricercatori che lo avevano ottenuto, nei laboratori dell'azienda privata americana Advanced Cell Technology (Act). Nello sviluppo normale, questo strato esterno andrebbe a formare la placenta, cosi' i ricercatori sperano che il loro modello ci aiuti a capire come si forma la placenta e come l'embrione si impianta nel rivestimento dell'utero e soprattutto quale sia il processo molecolare e genetico che regola questi importanti e delicatissimi momenti dello sviluppo embrionale.

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