Cdm, varato il Def: confermata crescita all'1,5% per il 2018

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A tale riguardo, vorremmo ribadire al ministro Padoan e al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni la nostra richiesta di visionare al più presto il testo del Def, in tempo utile per poter formulare osservazioni adeguate, in primis sulla necessità di sterilizzare completamente le clausole di salvaguardia su Iva e accise, prima dell'invio dello stesso alla Commissione Europea. Il testo uscito da Palazzo Chigi è infatti zoppo, o "particolare" come si dice in gergo. Questo, se mai arriverà, spetterà al nuovo governo. L'1,5% riflette un atteggiamento prudenziale di quello che l'economia italiana può produrre.

La previsione di crescita del Pil "nel 2019 e' 1,4 e di 1,3 nel 2020. Non impattano sulle grandezze strutturali e di conseguenza non impattano sul rispetto dei parametri del patto di stabilità; due, perché se prendiamo in considerazione l'1,9% notiamo che rispetto alle previsioni della nota di aggiornamento c'è un miglioramento delle performance della finanza pubblica dovuta ad una accurata gestione che però nulla ha tolto allo stimolo alla crescita". Mentre per quanto concerne il debito pubblico, il ministro ha chiarito che scenderà in rapporto al Pil al 130,8% nel 2018, al 128% nel 2019 e al 124,7% nel 2020. "Se guardiamo allo spread, guardiamo all'andamento della Borsa italiana vediamo che ciò che il Def fotografa è un elemento di rassicurazione per gli investitori, per l'economia italiana".

Bimbo di cinque anni muore schiacciato da un trattore
I fatti sono accaduti intorno alle 16 di questo pomeriggio, mercoledì 25 aprile, tra i campi adiacenti strada della Cervellina. Questa manovra ha provocato il ribaltamento del trattore e quindi la morte del piccolo passeggero.

Alla fine nei numeri ufficiali vince la prudenza, e lascia l'ottimismo alle convinzioni "personali" del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. Ad oggi il governo uscente non si è sbilanciato, tenendosi alla larga da possibili soluzioni con cui disinnescarli. Detto questo, il deficit è atteso in discesa all'1,6% nel 2018. Una nuova contrazione dell'economia approfondirebbe ulteriormente il gap con gli altri Paesi europei, dove la crescita prosegue ormai rapidi, ed avrebbe un inevitabile automatico effetto anche sui livelli di deficit e debito.

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