Siria: Macron "ho convinto Trump"

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"Siamo intervenuti in modo legittimo nel quadro multilaterale" così il presidente francese, Emmanuel Macron, parlando in diretta tv dei raid in Siria. "Noi l'abbiamo convinto che era necessario rimanere a lungo e che bisognava limitare gli attacchi con armi chimiche", aveva affermato Macron.

Dopo l'attacco missilistico in Siria, si aprono le prime crepe nell'alleanza fra il presidente statunitense Trump ed il capo dello Stato francese Macron, dopo una lunga intervista di quest'ultimo in Tv alla quale ha replicato - smentendone alcune affermazioni - l'inquilino della Casa Bianca. Il presidente russo Vladimir Putin, dopo un colloquio telefonico con il collega iraniano Hassan Rohani, ha avvertito che interventi militari come quelli fatte da Stati Uniti, Francia e Siria, condurranno al "caos" nelle relazioni internazionali (Il Sole 24 Ore). Per quanto riguarda i bombardamenti di venerdì notte, il presidente francese ha anche specificato che sono stati una risposta al presunto attacco chimico del 7 aprile a Douma, non una dichiarazione di guerra al regime di Damasco: "Non abbiamo dichiarato guerra al regime di Bashar al-Assad".

Ma non solo, come accade spesso, Trump ha anche rincarato la dose chiedendo agli alleati di assumersi maggiori responsabilità sia sul piano militare che finanziario per rendere la situazione nell'area interessata più stabile e sicura.

Jorginho: "Dobbiamo ritrovare i gol, ma non molleremo finché ci sarà speranza"
Abbiamo avuto le nostre occasioni ma non siamo riusciti a concretizzarle. "Se non ci crediamo, meglio non giocare". Non saprei perché stiamo faticando a trovare il gol, bisogna analizzare in settimana cosa stiamo sbagliando.

Sablin ha anche aggiunto che Assad ha accettato un invito a visitare la regione siberiana di Khanty-Mansi in Russia ma non è chiaro quando la visita avrà avuto luogo. "Nell'amministrazione degli Stati Uniti ci sono persone specifiche con cui è possibile parlare". E, mentre da Mosca continuano ad arrivare dure condanne all'attacco, il presidente della Francia, Emmanuel Macron, rivendica la legittimità dell'azione: "L'operazione in Siria è stata condotta perfettamente".

E però questo presidente, tra i più giovani e più ambiziosi che hanno occupato l'Eliseo, ha dovuto difendersi da accuse che arrivano proprio da lì, da chi lo accusa di aver violato i diritti umani, magari affrontando in modo troppo tranchant la crisi migratoria. Ad annunciarlo è stata l'ambasciatrice Usa all'Onu, Nikki Haley, spiegando che nuove misure contro i russi potrebbero essere varate già nelle prossime ore. "Azioni illegali - è stato dichiarato da entrambi - stanno causando un grave danno al quadro siriano e al suo processo di stabilizzazione" che Mosca, insieme a Teheran e Ankara (che però ha ritenuto 'giusti' i raid sulla Siria) cerca di definire in base agli accordi di Astana.

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