Nicchi: "Con la riforma si rischia nuovamente calciopoli"

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Ieri è stato uno dei tanti. Situazione gravissima per gli arbitri? Le cose si aggravano.

MINACCE OLIVER - Cosa ne penso? Nello sport si deve parlare di sport. La presenza non è espressamente vietata anche se non espressamente prevista. Sciopero? La cosa che sto facendo è cercare di evitarlo.

"All'estero in Spagna, Germania e Inghilterra, gli arbitri partecipano alle elezioni del presidente federale". Vogliono indebolire il peso politico degli arbitri. Il 2% che abbiamo, inorgoglisce il nostro movimento e non influisce nelle decisioni globali. Non ci si preoccupa minimamente del problema dei rimborsi dei volontari. In Italia c'è un'organizzazione che funziona, tutti gli altri ci stanno seguendo. Le famiglie non lo sopportano più, perché non si sostiene più questa situazione. Bilancio sproporzionato verso i professionisti della classe arbitrale? Mettere le mani sugli arbitri significa che ognuno dice la sua nelle designazioni e nel modo di arbitrare.

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Lo attestano i numeri, le vendite degli ultimi anni e i successi siglati in guide e concorsi internazionali. Il sottotitolo dell'evento è "L'evoluzione del Sangiovese a Montepulciano".

NUOVA CALCIOPOLI - Il nesso sul 2% del nostro diritto di voto? Oggi gli arbitri sono garanzia per tutti, contrariamente a quanto successo in passato. Proteste della Juve a Madrid? Non mi permetto di dare giudizi sull'operato tecnico. In Italia io avrei difeso l'arbitro, non può essere minacciato. Poi ci sono occasioni in cui l'arbitro deve andare a vedere il monitor. Agnelli contro Collina? Non mi posso permettere di intervenire nei confronti di un altro dirigente del calcio italiano.

Ma di cosa ci lamentiamo? Ad ogni modo è sempre l'arbitro che decide, questo è un caposaldo che deve rimanere. Buffon è un grandissimo campione che si avvia a una grande carriera dirigenziale e quando siamo a certi livelli bisogna stare attenti a ciò che si dice, perché ci ascoltano i bambini. Se all'epoca di Muntari ci fosse stato il Var, quell'errore non ci sarebbe stato. Insomma: davvero è possibile che in tempi brevi si possa arrivare ad uno sciopero dell'intera classe arbitrale?

E sull'opportunità o meno di designare l'inglese per una gara così delicata, il presidente dell'Aia ha concluso: "Direi di sì, se ci sono i segnali di una persona di grande affidamento". Accuse gravi? No, sono dati di fatto. Sono tutti i giorni, in tutti i campi, a difendere la base. Non ho sensazioni di contrarietà al VAR, ma anzi si chiede di migliorarla e ora si va in campo più sereni: dai protagonisti in campo, ai tifosi. Perché gli arbitri devono votare per un candidato invece di astenersi? E' un principio democratico di questo Paese e non capisco perché non dobbiamo avere questo diritto.

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