Comey, 'Trump immorale come un boss'. La replica: 'Spione e bugiardo'

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È una pioggia di dure critiche al presidente americano quella di cui si è reso protagonista negli Stati Uniti James Comey, l'ex direttore dell'Fbi, in un'attesa intervista televisiva alla Abc, la prima di una lunga serie per pubblicizzare il suo libro di memorie. È in uscita la prossima settimana, ma i media americani ne hanno dato le prime ampie anticipazioni. Oltre 300 pagine di memorie intitolate "A Higher Loyalty: Truth, Lies and Leadership" in cui Comey racconta la sua versione dei fatti, dopo essere stato licenziato in tronco dal presidente americano nel maggio del 2017 perchè, racconta, si rifiutò di chiudere in fretta le indagini sul Russiagate. Parole che fanno chiaro riferimento alla cacciata di Comey dal comando dell'FBI, con un atteggiamento da boss mafioso perennemente circondato da una pletora di "Yesmen" blindati da contratti di fedeltà dalle penali astronomiche. "La sua leadership è guidata esclusivamente dall'ego", scrive l'ex capo del bureau investigativo, spiegando come fin dal primo incontro che ebbe con l'inquilino della Casa Bianca, alla Trump Tower nel gennaio del 2017, Trump sembrò "ossessionato" dal fatto che Mosca potesse avere in mano materiale 'a luci rosse' per ricattarlo.

Immediata la replica di Trump, come al solito affidata a Twitter: "James Comey è un provato spione e bugiardo". In particolare - spiega Comey - Trump gli chiese di indagare sul presunto video in cui il tycoon veniva ripreso nella camera d'albergo dove alcune prostitute urinavano sul letto dove avevano dormito Barack e Michelle Obama. "Lo deve fare per rassicurare mia moglie Melania", avrebbe detto Trump, stando al racconto di Comey.

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"Le grandi domande non trovano risposta nel libro mal scritto di Comey, come ha avuto informazioni classificate (prigione), perché ha mentito al Congresso (prigione), perché i Democratici si sono rifiutati di consegnare i serve all'Fbi (perché non li hanno presi), perché i memo falsi, i 700mila dollari di McCabe e altre?" "Poi - continua l'ex numero uno dell'Fbi - cominciò a parlare di tutti i casi in cui diverse donne lo accusano di molestie sessuali". Gli sembrò molto agitato nel corso di quell'incontro tanto che a un certo punto Comey lo interruppe per spiegare che non era lì per indagare su di lui: "E lui sembrò calmarsi", così nel libro l'ex capo dell'Fbi.

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