Berlusconi al Qurinale: "Dispiace per la Juve". Salvini: "Io ho goduto"

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"Mi auguro che l'Italia possa liberarsi del berlusconismo" ha detto l'ex parlamentare pentastellato a margine di un incontro al Festival del Giornalismo di Perugia. Il leader della Lega è arrivato alla fiera di Verona poco dopo le 10.30 avvertendo che "oggi non c'è spazio per la politica" proprio prima di cominciare il suo comizio.

"Credo - aggiunge Gentiloni - che questo impegni l'intera comunità internazionale a moltiplicare gli sforzi per impedire e prevenire l'utilizzo di armi chimiche". E Di Maio ricorda anche che "l'ipotesi di un governo del cambiamento la proponiamo anche al Pd".

Il leader del Carroccio, ancora in attesa di sapere quali saranno le sorti del Governo di cui ancora non è dato sapere quando si formerà, non ha perso tempo.

Gelmini: "Intesa con M5S se riconoscono Berlusconi"
Ai box è dovuto rientrare il leader del M5S, ma anche Matteo Salvini . "No ai veti e all'arroganza dei singoli". Un piano B che tiene banco in queste ore.

Sarò forse troppo sospettoso, ma confesso che quando ho visto Berlusconi uscire indenne dal Quirinale e addirittura salire sul predellino dell'automobile, ho tirato un sospiro di sollievo. Il leader della Lega durante una diretta su Facebook è tornato sull'argomento, attaccando Berlusconi, Di Maio e Di Battista per i continui rifiuti e veti posti durante le consultazioni: "Smettetela con gli insulti, con le ripicche, con i veti, con le polemiche". I fanti in trincea che corrono il rischio di venire impallinati sono facilmente riconoscibili: Luigi Di Maio e Matteo Salviniche, tra baci e addii, abbracci e rotture, prendi e lascia, le stanno provando tutte pur di arrivare a Palazzo Chigi.

E la parte surreale della vicenda è che avrebbe anche ragione, se non fosse che era lui quello a farsi fotografare con The Donald o addirittura con le sue magliette, come un piccolofàn, assicurando che l'elezione di Trump avrebbe portato a una nuova fase mondiale con la distensione dei rapporti con la Russia. Insomma, su questo punto non si scherza. "Tutte cose che Forza Italia ha fatto fatica a fare". "Speriamo che il M5S voglia darci una mano". E c'è, infine, chi lavora sottotraccia per dar vita - sulle ceneri di Pd e Fi - a un 'movimento' di centro (sarebbe pronto il nome Avanti) sulla falsariga di 'En Marche' di Emmanuel Macron, sorto dalle macerie del Psf. "Una possibile chiave per la fiducia reciproca sarebbe che i democratici detengano il cruciale ministero delle finanze, mentre il M5S nomini il primo ministro".

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