Disuguaglianza sociale: Per l'OCSE l'Italia deve introdurre la patrimoniale

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Una tassa patrimoniale per riequilibrare le disuguaglianze: secondo l'Ocse, in Italia è l'unica soluzione per arginare le differenze tra le classi.

In poche parole l'organismo invita il Belpaese ad introdurre una patrimoniale per permettere di recuperare un po' quel gap che si è venuto a creare tra ricchi e poveri, e di imitare quindi quanto già fanno 4 paesi dell'area Ocse (anche se nel 1990 i Paesi ad avere una patrimoniale erano 12). Così Cristian Perniciano responsabile delle politiche fiscali della Cgil nazionale commenta il rapporto dell'Ocse 'The Role and Design of net wealth taxes' sulla tassazione della ricchezza, uscito oggi.

"Per esempio - si legge nel rapporto - una tassa sulla ricchezza netta potrebbe avere effetti distorsivi più limitati ed essere più giustificata se utilizzata per favorire la progressività nei Paesi dove l'imposta sui redditi personali è relativamente bassa".

La crisi economica ha aumentato le diseguaglianze in Italia, così come in altri Paesi, e proprio laddove i divari sono più ampi una tassa patrimoniale sulla ricchezza potrebbe essere utile ad un riequilibrio sociale. In pratica, ciò implica che nei Paesi con sistemi di imposizione duale, che tassano i redditi da capitale a tassi piatti (e spesso bassi) o in Paesi in cui i guadagni in conto capitale non sono tassati, ci può essere una giustificazione più forte a riscuotere un'imposta patrimoniale.

Furgone con tritolo bloccato al traforo del Monte Bianco
All'alba di oggi gli agenti di polizia hanno fermato al traforo del Monte Bianco un furgone sospetto proveniente dalla Francia . Sul posto il procuratore capo di Aosta, Paolo Fortuna , e il sostituto procuratore Luca Ceccanti .

In generale, spiega l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, la necessità di adottare "una tassa sulla ricchezza netta" è bassa nei Paesi dove sono applicate su larga scala le tasse sui redditi e sui capitali personali e dove le tasse di successione sono ben disegnate. Fra questi l'Italia, ma anche l'Olanda, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna.

Dando la massima attenzione alla distribuzione del reddito e della ricchezza, si è palesato come dopo la crisi la tendenza ad una maggiore disuguaglianza di ricchezza non sia mai tramontata. Di questi sei, in ben quattro (Italia, Paesi Bassi, Stati Uniti e Regno Unito) si è assistito ad una maggiore concentrazione di ricchezza al vertice, mentre la distribuzione della ricchezza nella parte inferiore è stata fortemente evidente in tutti i Paesi presi in esame, ad eccezione del Regno Unito.

Dello stesso parere anche Confedilizia: "Nel nostro Paese una patrimoniale c'è già: si chiama Imu-Tasi, vale 21 miliardi di euro l'anno e ha già provveduto ad annientare il settore immobiliare, favorendo la chiusura di imprese, la perdita di posti di lavoro e la contrazione dei consumi".

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