Attacco Siria, le esplosioni a Damasco poi il silenzio

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Usa, proteste davanti alla Casa Bianca: "Fermate i bombardamenti in Siria" Un piccolo gruppo di dimostranti ha esposto striscioni e scandito cori contro l'attacco in Siria. Prima dell'intervento militare i servizi segreti russi avevano accusato la Gran Bretagna di aver inscenato un "finto attacco con armi chimiche" a Douma, con la collaborazione dei Caschi bianchi, come scusa per lanciare l'attacco contro il regime siriano.

Nel giro di 17 anni gli americani sono riusciti nella poco invidiabile impresa di abbattere regimi "sanguinari" di paesi comunque politicamente stabili e di sostituirli, con un bagno di sangue, con governanti di comodo la cui politica ha provocato un esodo senza precedenti verso l'Europa, con le problematiche che quotidianamente trovano ampio spazio sulle cronache nazionali ed estere.

"Chiaramente Assad non ha recepito il messaggio" la volta scorsa, ha affermato Mattis riferendosi all'attacco missilistico ordinato da Trump contro la Siria esattamente un anno fa, il 7 aprile del 2017.

Per ora si è trattato di una 'one night operation', un'operazione unica durata poco più di un'ora, nel corso della quale sono stati colpiti principalmente tre obiettivi, come ha spiegato il Pentagono: un centro di ricerca scientifica a Damasco, un sito di stoccaggio per armi chimiche a ovest della città di Homs e un importante posto di comando situato nei pressi del secondo obiettivo. Nel mirino del fuoco di parole finisce anche Putin, che "aveva promesso nel 2013 al mondo che avrebbe garantito l'eliminazione delle armi chimiche della Siria".

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Secondo le stime più recenti, sarebbero 87 milioni gli utenti spiati da Cambridge Analytica , dei quali 214mila account italiani. Facebook mostra un messaggio nella parte superiore del News Feed per far sapere agli utenti se sono tra quelli colpiti.

Secondo l'agenzia governativa siriana Sana, Damasco si è svegliata "in una situazione normale", e vengono smentite voci di dispiegamenti di blindati nelle vie della capitale, a poche ore dagli attacchi missilistici di Usa, Gran Bretagna e Francia.

Trump ha scaricato la responsabilità su Assad, per l'attacco di Douma: "Queste non sono le azioni di un uomo, ma i crimini di un mostro". Intanto l'ambasciatore russo negli Stati Uniti, Anatoly Antonov, su Facebook annuncia che ci saranno "conseguenze" dopo gli attacchi e aggiunge che "insultare il presidente della Russia è inaccettabile e inammissibile", e gli Stati Uniti "non hanno alcun diritto morale di incolpare altri Paesi", possedendo essi stessi un vasto arsenale di armi chimiche.

Lanciati più di 100 missili da crociera e aria-terra su obiettivi militari e civili siriani. La May, inoltre, ha precisato che l'azione militare è stata realizzata con "gli alleati americani e francesi".

"Al momento i raid sono finiti", ha detto Dunford nella conferenza stampa.

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