Herla king II: in scena "a fuor di teatro" le maschere maledette

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È una drammaturgia che scava dentro le pieghe dell'animo umano, attraverso la chiave dell'ironia e utilizza la lingua siciliana, quella proposta dalla compagnia Marino-Ferracane.

Si avvisano tutti gli abbonati e i possessori del tagliando acquistato per 3 papa' per un bebè, che la serata si svolgerà regolarmente con in sostituzione, la nuova RIVISTA CABARET di Toti e Totino , UN PRIMO E UN SECONDO.

C'è uno scrigno delle meraviglie a Rovigo che pochi conoscono: il laboratorio scenografico del teatro Sociale, in via Don Milani, dove vengono creati e prendono vita le scenografie ed i vestiti degli spettacoli dell'opera lirica e dei balletti, "centro pulsante del teatro Sociale e della cultura della nostra città", come l'ha definito l'assessore alla cultura del comune di Rovigo Alessandra Sguotti.

In un'atmosfera grottesca e atemporale due menti alla deriva si incontrano e si scontrano, fra storture ossessive e logiche malate, fra molestie d'insetti e antiche filastrocche, in un gioco candidamente perverso di ambivalenze e inversioni di ruoli fino a inventarsi, per rompere l'immobilità stagnante di giorni miseri e uguali, una festa miserabile, un Natale scalcagnato, fuori stagione, un ballo fra uomini al suono allucinato di un valzer d'organetto che affiora dalle nebbie di un tempo perduto e trascina a precipizio in un carosello forsennato di visioni, di suoni e di odori dimenticati.

Marquez: "Continuerò ad essere lo stesso, Rossi è uno come gli altri"
Sono certo che qualcuno assuma sostanze vietate e diuretici per perdere peso senza sacrifici. Probabilmente è stato un errore suo di tensione e della direzione gara.

A seguire "IL MIO VOLTO HA UN NOME", spettacolo coreografato da Sara Nesti e diretto da Stefano Luci e portato in scena dai ragazzi rifugiati di COOP22 di Prato.

La fabbrica del cioccolato, Sabato 14 e domenica 15 aprile al teatro dei Vigilanti - Renato Cioni.

Una storia divertente, a tratti esilarante, che narra di quando i migranti eravamo noi, frutto di lunghi anni di studio e trae spunto da fatti realmente accaduti e dai racconti dei nostri nonni, poveri emigranti che, per sfuggire alla fame e alla miseria, attraversavano quell'immenso e temuto mare, con il timore di non far più ritorno a casa.

La maschera di Arlecchino è da sempre protagonista del repertorio comico e popolare italiano, ma chi è oggi Arlecchino?

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