Herla king II: in scena "a fuor di teatro" le maschere maledette

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È una drammaturgia che scava dentro le pieghe dell'animo umano, attraverso la chiave dell'ironia e utilizza la lingua siciliana, quella proposta dalla compagnia Marino-Ferracane.

Si avvisano tutti gli abbonati e i possessori del tagliando acquistato per 3 papa' per un bebè, che la serata si svolgerà regolarmente con in sostituzione, la nuova RIVISTA CABARET di Toti e Totino , UN PRIMO E UN SECONDO.

C'è uno scrigno delle meraviglie a Rovigo che pochi conoscono: il laboratorio scenografico del teatro Sociale, in via Don Milani, dove vengono creati e prendono vita le scenografie ed i vestiti degli spettacoli dell'opera lirica e dei balletti, "centro pulsante del teatro Sociale e della cultura della nostra città", come l'ha definito l'assessore alla cultura del comune di Rovigo Alessandra Sguotti.

In un'atmosfera grottesca e atemporale due menti alla deriva si incontrano e si scontrano, fra storture ossessive e logiche malate, fra molestie d'insetti e antiche filastrocche, in un gioco candidamente perverso di ambivalenze e inversioni di ruoli fino a inventarsi, per rompere l'immobilità stagnante di giorni miseri e uguali, una festa miserabile, un Natale scalcagnato, fuori stagione, un ballo fra uomini al suono allucinato di un valzer d'organetto che affiora dalle nebbie di un tempo perduto e trascina a precipizio in un carosello forsennato di visioni, di suoni e di odori dimenticati.

Processo Rimborsopoli: chiesti 2 anni e 4 mesi per Roberto Cota
Due ex consiglieri regionali del Piemonte hanno deciso di rinunciare ai motivi d'Appello in cambio di una riduzione della pena. Il processo di Appello per la Rimborsopoli piemontese arriva al momento delle richieste dell'accusa.

A seguire "IL MIO VOLTO HA UN NOME", spettacolo coreografato da Sara Nesti e diretto da Stefano Luci e portato in scena dai ragazzi rifugiati di COOP22 di Prato.

La fabbrica del cioccolato, Sabato 14 e domenica 15 aprile al teatro dei Vigilanti - Renato Cioni.

Una storia divertente, a tratti esilarante, che narra di quando i migranti eravamo noi, frutto di lunghi anni di studio e trae spunto da fatti realmente accaduti e dai racconti dei nostri nonni, poveri emigranti che, per sfuggire alla fame e alla miseria, attraversavano quell'immenso e temuto mare, con il timore di non far più ritorno a casa.

La maschera di Arlecchino è da sempre protagonista del repertorio comico e popolare italiano, ma chi è oggi Arlecchino?

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