Consultazioni, tocca al Pd "Avanti chi ha vinto"

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Noi abbiamo presentato le nostre priorità per il Paese: non formuliamo ipotesi di governo che ci riguardino. "Il tempo della campagna elettorale è finito e queste forze farebbero bene a tornare con i piedi per terra anche rispetto a soluzioni di governo, ha aggiunto".

"Credo fermamente nella possibilità di un impegno collettivo e sono pronto a fare la mia parte candidandomi segretario, in coerenza con il lavoro di queste settimane da reggente e nella convinzione profonda che si possa costruire la stagione del nostro rilancio", conclude il reggente dem.

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A quanto si apprende sarebbe assistente alla Facoltà di Scienze dell'educazione dello stesso ateneo. Lo riferiscono media locali, secondo cui nell'attacco non risultano altri feriti.

Sui quattro snodi di interesse generale il Pd eserciterà fino in fondo la sua funzione nel suo ruolo di opposizione. "Presenteremo una proposta per l'assegno universale per i figli che integra il lavoro fatto con il reddito di inclusione". "Nell'elezione dei presidenti delle Camere è emersa una potenziale maggioranza", ossia l'intesa tra il M5s di Luigi Di Maio e la Lega di Matteo Salvini.

Nei suoi colloqui, il presidente della Repubblica ha ascoltato le posizioni di quanti sono saliti al Quirinale. Eppure quello di andare oltre il Pd guardando a Macron è un punto molto delicato, riproposto nei giorni scorsi da Sandro Gozi che però ha suscitato diverse riserve come quella di Alessia Morani ("Non faremo En Marche italiano"). E Matteo Renzi, che nelle ore delle consultazioni sarà a Roma, ha tenuto alta la guardia, perché la disponibilità di Martina ad "ascoltare le indicazioni di Mattarella" non diventi un varco per un governo col M5s. La sottolineatura del Capo di Stato, che a prima vista può sembrare scontata, in realtà è un richiamo alle forze politiche. Che piaccia o no, dunque, l'attuale sistema elettorale prevede già "in nuce" la necessità di alleanze per formare il Governo.

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