Sì al carcere per Lula

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La maggioranza dei giudici della Corte Suprema brasiliana ha votato per mandare in prigione l'ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva, in attesa del suo appello per revocare la condanna per corruzione.

Tutto questo, si ricorda, "mentre è in corso la campagna elettorale verso le Presidenziali del prossimo ottobre alla quale il Presidente Lula partecipa e, stando ai sondaggi, con notevoli possibilità di successo".

L'ammontare della pena non cambierà, si allungheranno solamente i tempi.

Sorpresi in giro nonostante gli arresti domiciliari, scattano due denunce
Accompagnato in Questura, è stato denunciato per evasione e, su disposizione dell'A.G., collocato nuovamente ai domiciliari . Il giudice, convalidato l'arresto, con rito direttissimo lo ha richiuso per la seconda volta ai domiciliari .

Nella Corte Federale 6 membri contro 5 hanno votato a favore dell'arresto che evidentemente metterebbe il punto finale alla possibile rielezione di un politico progressista e illuminato alla guida della maggior potenza latino-americana. Secondo alcuni giuristi, non ci sono più ostacoli per l'arresto di Lula, accusato di corruzione e favoreggiamento. "Per convinzioni ideali e politiche siamo vicini al popolo brasiliano e a tutte le forze che in quel Paese si battono per la giustizia sociale, contro la povertà, per lo sviluppo sostenibile e il progresso anche delle aree e dei ceti più deboli". Eppure, il Tribunale Federale non ha dubbi: il popolarissimo ex presidente è colpevole di corruzione passiva e riciclaggio. Sebbene l'hashtag #LulaPresoAmanha (Lula in carcere domani) ha scalato la classifica su Twitter durante la giornata, è poco probabile che l'ex presidente sia arrestato nelle prossime ore.

Sei degli undici giudici presenti hanno stabilito che il 72enne dovrebbe iniziare la pena detentiva di 12 anni che gli è stata comminata a gennaio dopo che è stato respinto il suo precedente appello contro una condanna di luglio, aumentandogli la pena di due anni e mezzo. "Per tutte queste ragioni vogliamo oggi esprimere una grande preoccupazione ed un vero e proprio allarme per il rischio che la competizione elettorale democratica in un grande Paese come il Brasile venga distorta e avvelenata da azioni giudiziarie che potrebbero impedire impropriamente ad uno dei protagonisti di prendervi parte liberamente". Se farà ricorso, Lula potrà non essere scortato in carcere almeno fino al 10 aprile 2018.

La dichiarazione di Villas Boas "suggeriva come dovesse decidere il tribunale rispetto ad un tema che ha polarizzato il Brasile", si legge sul New York Times, e porre fine al silenzio dei militari brasiliani su temi politici dal 1985.

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