Made in Italy, arriva l'obbligo delle etichette per i prodotti alimentari

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Arrivano da domani, salvo smaltimento delle scorte dei vecchi lotti, anche le sanzioni che vanno da 2.000 euro a 15.000 euro, in caso di inadempimento per la mancata indicazione della sede dello stabilimento o se non è stato evidenziato quello effettivo qualora l'azienda disponga di più stabilimenti. E' il commento di Coldiretti all'entrata in vigore di etichette con sede e indirizzo dello stabilimento di produzione o di confezionamento che non saranno più tabù nell'etichetta degli alimenti.

Scatta da giovedì l'obbligo di indicare, nell'etichetta degli alimenti, la sede e l'indirizzo dello stabilimento di produzione o di confezionamento.

L'indicazione dello stabilimento di produzione in etichetta oltre a garantire una importante informazione al consumatore assicura una migliore e immediata rintracciabilita' degli alimenti da parte degli organi di controllo e, di conseguenza, una piu' efficace tutela della salute, soprattutto nel caso di allarmi alimentari. Due prosciutti su tre venduti oggi in Italia provengono da maiali allevati all'estero senza che questo venga evidenziato chiaramente in etichetta dove non è ancora obbligatorio indicare l'origine, come avviene anche per il fiume di 200 milioni di chili di succo di arancia straniero che valica le frontiere e finisce nelle bevande all'insaputa dei consumatori perché l' etichetta - sottolinea la Coldiretti - non lo dice.

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Al di là delle certezze di queste ultime partite, ora serve la continuità perché solo così si ottengono risultati a lungo periodo. Stasera però anche lui ha riconosciuto che la netta supremazia nerazzurra avrebbe meritato l'intera posta in palio.

Ora, con l'avvio di una consultazione pubblica sulle modalità di indicazione dell'origine in etichetta, sembra che qualcosa si stia muovendo, ma è evidente che la strada da percorrere è ancora lunga.

Molti prodotti che i consumatori trovano sugli scaffali, circa il 14%, fanno riferimento all'Italia riportando sulla confenzione il tricolore. La raccolta di firme rivolta al Presidente del Parlamento Europeo viene avviata da Coldiretti e Fondazione Campagna Amica in ogni farmers' market d'Italia e on line sui siti www.coldiretti.it e www.campagnamica.it ma sono previste anche iniziative lungo tutta la Penisola. La Coldiretti afferma infatti che sia proprio l'origine dei cibi a determinare le scelte di acquisto del 96% dei consumatori.

La norma serve a fornire maggiori informazioni ai consumatori che potranno poi compiere delle scelte consapevoli al momento di effettuare i loro acquisti. Si tratta comunque di un ritorno in scena - corsi e ricorsi sul filo dei negoziati tra Roma e Bruxelles - dell'obbligo già sancito dalla legge italiana che però era stato abrogato in seguito al riordino della normativa europea in materia di etichettatura alimentare.

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